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Chiesa

Mompileri, dopo 10 anni conclusa visita pastorale e annunciati altri tre “momenti”

Il vescovo Salvatore Gristina: «Tutte le parrocchie devono attivare “l’opera delle vocazioni sacerdotali”»

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Annunciati dall’arcivescovo, mons. Salvatore Gristina, tre importanti momenti per la Diocesi di Catania. Davanti a migliaia di persone radunate per l’annuale pellegrinaggio di Mompileri, Gristina ha parlato della conclusione della visita pastorale, che era iniziata nel 2009.

Si dà il via così al post visita, definito «momento utile per far continuare i frutti e l’entusiasmo che la visita pastorale ha attivato nelle realtà parrocchiali».

Il secondo annuncio riguarda l’avvio di un anno sacerdotale, che vuole rimarcare l’importanza e la centralità della figura del sacerdote, in tutte le realtà della Diocesi.

Infine, il terzo momento, in linea con la Chiesa nazionale, sarà “l’Ottobre missionario”, che ricorda come «la Chiesa debba essere sempre pronta ad uscire furori per annunciare Cristo».

Molti i componenti del clero presenti a Mompileri, che come sempre partecipano all’evento accompagnati dalle comunità a loro affidate. Quest’anno il pellegrinaggio è partito dal vicino santuario dedicato alla Madonna della roccia, con i sacerdoti che hanno portato in processione i reliquiari delle loro comunità.

«Tutte le parrocchie devono attivare “l’opera delle vocazioni sacerdotali” – ha sottolineato l’arcivescovo – questo è l’unico regalo che mi piacerebbe ricevere nel mio cinquantesimo anniversario di ordinazione. Desidero che questo anno, anche grazie a questi tre momenti, possa essere utile per fare crescere la meraviglia e la gratitudine nel Signore. Per impegnarci di più e meglio nel nostro servizio pastorale».

Mons Gristina non ha dimenticato, poi, di congratularsi ancora con Mons. Giuseppe Schillaci per la recente nomina a Vescovo di Lamezia Terme, sottolineando che il 6 di luglio è prevista l’ordinazione episcopale. Notizia che la gente ha accolto con un lungo applauso.

L’arcivescovo ha invitato, infine, tutti i presenti a pregare per i cinque nuovi sacerdoti ordinati pochi giorni fa in Cattedrale: Don Ivan Incognito, Don Giosuè Messina, Don Andrea Pellegrino, Don Filippo Maria Rapisarda, Don Gabriele Serafica.

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Associazionismo

S. M. di Licodia, la Misericordia consegna a domicilio le pizze della solidarietà

La pizzerie Panta Rei di Nicolosi risponde all’appello del governatore Daniele Furnari regalando bontà

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Un piccolo gesto di solidarietà ma di grande importanza per le famiglie in difficoltà, quello che ieri sera si è vissuto a Santa Maria di Licodia. Tra le tante azioni di beneficenza che si stanno compiendo in questo tempo di lockdown italiano da Coronavirus, quello che raccontiamo oggi è la donazione a diverse famiglie bisognose licodiesi di 70 pizze da parte della pizzeria Panta Rei di Nicolosi, per il tramite della Misericordia di Santa Maria di Licodia. «Un’idea nata per caso dal titolare della pizzeria» spiega il Governatore della locale Misericordia Daniele Furnari che nel ristorante lavora come cuoco. «Alla proposta di voler donare delle pizze per i licodiesi non ho potuto che rispondere con grande entusiasmo. Non ho esitato a contattare Don Santino Salamone il quale ha accolto con gioia questa ulteriore azione caritatevole a favore della parte più bisognosa del paese». 

A ritirare le fragranti pizze Margherita dal ristorante e a consegnarle in parrocchia, sono stati i volontari del Servizio Civile Universale della Misericordia, che in queste settimane di emergenza hanno scelto di non voler sospendere il proprio anno di “servizio per la difesa della Patria non armata e non violenta” continuando a garantire alla comunità locale i trasporti sanitari urgenti e attivando il servizio pronto farmaco e pronto spesa a favore di anziani e persone sole, in sinergia con il Comune ed altri organismi del terzo settore locale. A distribuire le pizze alle famiglie più bisognose è stato lo stesso parroco licodiese Don Santino Salamone, secondo le esigenze riscontrate in questi giorni.

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Chiesa

S. M. di Licodia, la festa di San Giuseppe in digitale per restare uniti nella fede

In questo difficile momento di emergenza Padre Santo Salamone usa la preghiera a distanza per abbracciare le anime

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La festa di San Giuseppe, Santo Patrono di Santa Maria di Licodia, arriva quest’anno in un momento difficilissimo a causa dell’epidemia da Coronavirus, che sta dilagando nel mondo provocando migliaia di morti, contagi e paura. Il parroco, Don Santo Salamone, nonostante tutto, non ha fatto mancare alla comunità il clima di devozione mediante la celebrazione della Messa trasmessa in diretta sul canale 218 del digitale terrestre di Tele Inessa, sui profili Facebook, e in filodiffusione per le strade del paese. Ha cercato con tutti i mezzi di riunire tutti, anche se distanti, nella preghiera.

«La festa liturgica di San Giuseppe, a causa del periodo che stiamo vivendo, non favorisce un atteggiamento di gioia e di letizia. Abbiamo però consapevolezza che il Signore non ci abbandona, – tiene a sottolineare Padre Salamone – ecco allora la grande opportunità di vivere questo tempo come un tempo si riflessione e di conversione, pensando a San Giuseppe che dovette superate le prove della persecuzione, dell’esilio e della povertà. Quando la peste, a più riprese, ha devastato l’Europa, le vittime si rivolgevano a San Giuseppe, alla sua intercessione miracolosa. La peste ha una lunga storia in Europa, e quando i cristiani si sono trovati in mezzo a crisi simili si sono spesso rivolti a San Giuseppe. Anche se le situazioni sono differenti rispetto al 1300, al 1500 o al 1600, il timore è lo stesso dei secoli passati. Perciò San Giuseppe rimane per noi motivo di gioia e di certezza nella sua potente intercessione perché possiamo essere liberati dal virus. Cristo ha vinto la morte, non abbiate paura, tutto andrà bene. Restate a casa». 

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