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Chiesa

Il vescovo Gristina a Mompileri: «In 10 anni una visita pastorale con 2200 incontri»

Al Santuario della “Madonna della sciara” radunata l’assemblea diocesana per un resoconto di un decennio

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Grande  partecipazione all’annuale assemblea pastorale diocesana, che si è tenuta all’interno del Santuario Madonna della Sciara di Mompileri. L’arcivescovo, mons. Salvatore Gristina, raccogliendo l’invito dei vicari foranei, ha presentato lo schema conclusivo della visita pastorale a tutti i presenti.

L’evento, che ogni anno vede il coinvolgimento di tutti i sacerdoti del territorio diocesano, accompagnati da alcuni membri dei Consigli pastorali parrocchiali, è stato occasione per ricordare tutti i momenti che le varie comunità locali hanno vissuto durante la visita pastorale.

Sono stati infatti oltre 2200 gli incontri che l’Arcivescovo ha tenuto durante i dieci anni della visita pastorale, sottolineando anche l’importanza e l’efficienza del lavoro svolto da Padre Massimiliano Parisi in qualità di segretario della visita pastorale e il lavoro di Padre Pietro Longo, Vicario episcopale per la pastorale.

Il Vescovo ha pure ricordato i momenti che inizieranno adesso: il “dopo visita”, l’anno sacerdotale, l’ottobre missionario. Ha sottolineato Gristina che la visita è iniziata ed è finita con l’anno sacerdotale, che sarà anche occasione per ricordare il suo 50° anniversario della sua ordinazione.

«Tutte le parrocchie devono attivare “l’opera delle Vocazioni Sacerdotali” – ha evidenziato l’arcivescovo – questo è l’unico regalo che mi piacerebbe ricevere nel mio cinquantesimo anniversario di ordinazione. Desidero che questo anno, anche grazie a questi tre momenti, possa essere utile per fare crescere la meraviglia e la gratitudine nel Signore. Per impegnarci di più e meglio nel nostro servizio pastorale».

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Associazionismo

S. M. di Licodia, la Misericordia consegna a domicilio le pizze della solidarietà

La pizzerie Panta Rei di Nicolosi risponde all’appello del governatore Daniele Furnari regalando bontà

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Un piccolo gesto di solidarietà ma di grande importanza per le famiglie in difficoltà, quello che ieri sera si è vissuto a Santa Maria di Licodia. Tra le tante azioni di beneficenza che si stanno compiendo in questo tempo di lockdown italiano da Coronavirus, quello che raccontiamo oggi è la donazione a diverse famiglie bisognose licodiesi di 70 pizze da parte della pizzeria Panta Rei di Nicolosi, per il tramite della Misericordia di Santa Maria di Licodia. «Un’idea nata per caso dal titolare della pizzeria» spiega il Governatore della locale Misericordia Daniele Furnari che nel ristorante lavora come cuoco. «Alla proposta di voler donare delle pizze per i licodiesi non ho potuto che rispondere con grande entusiasmo. Non ho esitato a contattare Don Santino Salamone il quale ha accolto con gioia questa ulteriore azione caritatevole a favore della parte più bisognosa del paese». 

A ritirare le fragranti pizze Margherita dal ristorante e a consegnarle in parrocchia, sono stati i volontari del Servizio Civile Universale della Misericordia, che in queste settimane di emergenza hanno scelto di non voler sospendere il proprio anno di “servizio per la difesa della Patria non armata e non violenta” continuando a garantire alla comunità locale i trasporti sanitari urgenti e attivando il servizio pronto farmaco e pronto spesa a favore di anziani e persone sole, in sinergia con il Comune ed altri organismi del terzo settore locale. A distribuire le pizze alle famiglie più bisognose è stato lo stesso parroco licodiese Don Santino Salamone, secondo le esigenze riscontrate in questi giorni.

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Chiesa

S. M. di Licodia, la festa di San Giuseppe in digitale per restare uniti nella fede

In questo difficile momento di emergenza Padre Santo Salamone usa la preghiera a distanza per abbracciare le anime

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La festa di San Giuseppe, Santo Patrono di Santa Maria di Licodia, arriva quest’anno in un momento difficilissimo a causa dell’epidemia da Coronavirus, che sta dilagando nel mondo provocando migliaia di morti, contagi e paura. Il parroco, Don Santo Salamone, nonostante tutto, non ha fatto mancare alla comunità il clima di devozione mediante la celebrazione della Messa trasmessa in diretta sul canale 218 del digitale terrestre di Tele Inessa, sui profili Facebook, e in filodiffusione per le strade del paese. Ha cercato con tutti i mezzi di riunire tutti, anche se distanti, nella preghiera.

«La festa liturgica di San Giuseppe, a causa del periodo che stiamo vivendo, non favorisce un atteggiamento di gioia e di letizia. Abbiamo però consapevolezza che il Signore non ci abbandona, – tiene a sottolineare Padre Salamone – ecco allora la grande opportunità di vivere questo tempo come un tempo si riflessione e di conversione, pensando a San Giuseppe che dovette superate le prove della persecuzione, dell’esilio e della povertà. Quando la peste, a più riprese, ha devastato l’Europa, le vittime si rivolgevano a San Giuseppe, alla sua intercessione miracolosa. La peste ha una lunga storia in Europa, e quando i cristiani si sono trovati in mezzo a crisi simili si sono spesso rivolti a San Giuseppe. Anche se le situazioni sono differenti rispetto al 1300, al 1500 o al 1600, il timore è lo stesso dei secoli passati. Perciò San Giuseppe rimane per noi motivo di gioia e di certezza nella sua potente intercessione perché possiamo essere liberati dal virus. Cristo ha vinto la morte, non abbiate paura, tutto andrà bene. Restate a casa». 

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