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Cultura

Incarico ministeriale al Conservatorio di Pescia per un biancavillese

Placido Sangiorgio nominato nel “Consiglio di indirizzo” dell’istituzione culturale

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© Foto Etna News 24

Il biancavillese Placido A. Sangiorgio è stato nominato nel “Consiglio di indirizzo” della Fondazione Conservatorio Femminile “San Michele” di Pescia. Sangiorgio ha avuto l’incarico in questa prestigiosa istituzione culturale in rappresentanza del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Tutor di tirocinio presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze, dove conduce i laboratori di Letteratura italiana e di Linguistica, nel 2011 ha guidato l’operazione che ha riportato a Biancavilla il fondo del poeta Antonio Bruno, di cui ha pubblicato vari scritti inediti. Per la nostra casa editrice “Nero su Bianco” ha curato il volume “San Placido”, riprendendo una novella di Federico De Roberto e, con prove documentali, ha collocato l’ambientazione storica tratteggiata dall’illustre letterato nella Biancavilla della seconda metà dell’Ottocento.

Dettagli di un curriculum più dettagliato, arrivato sul tavolo del ministero dell’Istruzione, ed ora la nomina per il Conservatorio di Pescia con sede nell’ex monastero benedettino. Una sede che ospita anche il liceo “Carlo Lorenzini” e “La Pinacoteca”, inaugurata il 14 marzo 2009, grazie alla Fondazione del Conservatorio di “San Michele”, che attraverso i suoi organi di gestione ha predisposto l’effettuazione di interventi importanti sulle strutture e sul patrimonio dell’edificio per restituire il Conservatorio alla città ed inserirlo nel circuito artistico e museale del territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cultura

S. M. di Licodia, boom di visualizzazioni per il brano “L’Amore riprenderà il mondo”

Il brano scritto e cantato da Dafni Pinzone trae ispirazioni dalle parole delle figlia Chiara di soli 7 anni

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La canzone “L’Amore riprenderà il mondo” scritta e cantata dal Maestro di corno  licodiese, Dafni Pinzone, a poche  settimana dall’uscita su youtube, fa registrare un crescente consenso di pubblico, commosso dalle parole del brano dedicato ai difficili giorni della pandemia.

Salgono così a 3mila le visualizzazioni per la canzone dedicata agli “eroici” medici e infermieri che hanno combattuto e ancora combattono in prima linea contro il Coronavirus.

Non solo una dedica ai camici bianchi, ma un vero e proprio inno alla capacità di resistenza anche per tutti quelli che sono rimasti in casa a guardare fuori dalla finestra un mondo surreale. Senza perdere però mai la speranza, che presto tutto questo finirà, la gente guarirà e l’amore abbraccerà tutti. È questo il messaggio finale che il maestro Dafni vuole lanciare.

A ispirare il testo, una frase pronunciata dalla figlia dell’autore, la piccola Chiara di appena 7 anni. «La sensibilità delle parole pronunciate da mia figlia – racconta Pinzone – ovvero “il cuore dentro, la rabbia fuori, è buio dentro di me” mi hanno dato l’impulso per portare a compimento questo lavoro».  

All’arrangiamento musicale ha collaborato il musicista, Simone Ferlito. 

Mentre il Maestro Yuri Furnari, – che tra i suoi tanti hobby si diletta anche con la macchina da presa – ha aiutato l’amico e collega nel montaggio del video.

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Cultura

Coronavirus, l’arte di Salvo Giuffrida nei ritratti di quarantena

Istantanee di vita ai tempi del Coronavirus catturate via web cam dal professionista di Santa Maria di Licodia

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Le immagini delle città desolate in questi giorni di emergenza sanitaria, entreranno nei libri di storia. Ma c’è anche chi sta provando, in punta di piedi e con permesso, ad andare oltre, a scavalcare i confini delle case dove la vita è confinata, per documentare questo drammatico momento.

Parte da qui l’idea del giovane fotografo licodiese, Salvo Giuffrida, che ha deciso di immortalare via Skype alcuni soggetti in quarantena. Ritratti ai tempi del Coronavirus, è il nome del progetto – che in futuro potrà diventare una mostra o una raccolta -, ma la loro narrazione empatica viaggia oltre gli stereotipi.

Dall’altra parte della fotocamera non ci sono solo famiglie o coppie, ma anche persone sole. A loro chiusi nelle loro stanze, il professionista chiede di raccontare sensazioni e stati d’animo.

Un viaggio virtuale – o meglio una visita – necessaria per realizzare il miglior ritratto domestico a distanza.

Chi legge, chi guarda la luce riflessa dalla finestra e si commuove, chi si dedica alla musica.

Ognuno di loro è un microcosmo da dipingere attraverso l’arte istantanea della fotografia.

Non potendo spostare l’inquadratura, la creatività è data dal momento in cui si sceglie di premere il pulsante per catturare un’immagine unica, che esprima in maniera essenziale la condizione di isolamento.

La qualità delle foto considerato il limite tecnico non è molto alta, ma il risultato artistico è pregevole.

Un lavoro straordinario che non ha confini, è già arrivato fino in Spagna e in Inghilterra e conta anche di andare oltre. Con lo scopo di raggiungere la soglia dei 100 scatti.

Per Giuffrida, della scuola di Toni Thorimbert: «La bellezza e la poesia possono essere incontrate in qualsiasi luogo, in quanto nascono dal rapporto empatico con le persone anche a distanza, in un momento in cui la barriera sociale è l’unica arma per difenderci. Ma la fotografia non può fermarsi».

 

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