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Cronaca

Etna, attività stromboliana all’alba di oggi dal nuovo cratere di sud-est

Le telecamere di videosorveglianza hanno evidenziato l’attività esplosiva in corrispondenza della cosiddetta bocca della “sella”

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Un episodio di attività stromboliana è stato registrato, dalle reti di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, all’alba di oggi alle 05.29.  Le  telecamere di videosorveglianza hanno evidenziato un’attività esplosiva stromboliana dal nuovo cratere di sud-est, in corrispondenza della cosiddetta bocca della “sella”. Tale attività si è rapidamente intensificata producendo una modesta nube di cenere che i venti hanno disperso in quota verso nord-est. Dal punto di vista sismico non si riscontrano variazioni significative nei segnali registrati. La sorgente del tremore vulcanico è ubicata al nuovo cratere di sud-est, alla profondità di circa 2900 metri  sopra il livello del mare. E ieri sera gi sismografi dell’Ingv hanno registrato una serie di terremoti nella zona di Milo. In particolare due le scosse di maggiore intensità verificatesi alle 19.47. La prima di magnitudo 2.2 ad una profondità di 9 chilometri, a 5 Km a ovest del centro abitato di Milo; l’altra scossa , qualche secondo dopo, di magnitudo 2.4, profonda 4 chilometri, e a un chilometro a Nord da Milo.

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Cronaca

Randazzo, circuiscono un disabile su WhatsApp e lo scherniscono in paese

Inserito in un gruppo di messaggistica istantanea, il ragazzo sarebbe stato convinto a spogliarsi e a fotografarsi nudo

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Circuiscono un disabile e lo scherniscono su WhatsApp facendolo spogliare nudo. I carabinieri della compagnia di Randazzo hanno denunciato tre pregiudicati di 33, 34 e 40 anni, per diffamazione e circonvenzione d’incapace. Al fine di tutelare la riservatezza della persona offesa, in relazione al profondo squallore morale di cui è intrisa la vicenda, è stata omessa dalle autorità ogni  indicazione sull’identità degli autori e sul luogo teatro dei fatti, identificando pertanto idealmente la vittima con il nome di “Antonio”.

Il ragazzo, affetto da un ritardo mentale, è finito nelle mire del gruppetto di amici decisi a sfruttare il suo handicap per loro semplice soddisfazione e divertimento. In particolare uno degli indagati, senza il preliminare consenso di Antonio, lo avrebbe inserito in un gruppo di persone a lui sconosciute; la vittima avrebbe preferito abbandonare la chat perché non di suo interesse. L’amministratore del gruppo però, dopo qualche minuto, avrebbe chiamato telefonicamente Antonio, invogliandolo a partecipare e reinserendolo nuovamente in un ulteriore gruppo, denominato “Antonio u’ spasticu”, ma anche questa volta la vittima lo avrebbe giudicato oltraggioso, cancellando la propria partecipazione. Ma a questo punto l’amministratore avrebbe richimato ancora Antonio utilizzando un linguaggio blasfemo e, consapevole della vicinanza della vittima ad una comunità religiosa del suo paese, lo avrebbe inserito in un ennesimo gruppo di WhatsApp denominato capziosamente “Fratelli di Gesù”.

Antonio stavolta ha accettato l’inserimento nel gruppo, ma purtroppo per lui le finalità dei parteicpanti, sarebbero state le stesse delle altre chat  in cui era stato incluso in precedenza. Nel corso di una videochiamata di gruppo i tre indagati hanno “stimolato” l’attenzione della vittima, e per pura goliardia, si sarebbero spogliati restando in maglieria intima. L’amministratore, in particolare, ha chiesto ad Antonio di ritrarsi completamente nudo il quale, come un automa, lo avrebbe assecondato, mettendo la foto on-line convinto che anche gli altri partecipanti avessero fatto altrettanto. A questo punto la foto della vittima è diventata di dominio pubblico, provocando un totale scoramento ad Antonio ed ai suoi cari, feriti oltremodo da quella cattiveria gratuita. L’immediata richiesta d’aiuto ai carabinieri ha permesso di bloccare il trio e quindi di impedire l’ulteriore divulgazione della foto.

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Cronaca

Paternò, incendio abitazione: un probabile corto circuito distrugge un appartamento

L’incendio si è sviluppato poco dopo le 9.30: in quel momento assente l’inquilino. A lanciare l’allarme i residenti

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Momenti di tensione, nella mattinata di oggi a Paternò, per un rogo che ha interessato un appartamento ubicato al primo piano di un edificio che si affaccia su via Baratta e via Circomvallazione, in pieno centro storico. L’incendio si è sviluppato poco dopo le 9.30; in quel momento all’interno dell’immobile non si trovava il proprietario, un 59enne paternese, il quale si era allontanato da casa per delle commissioni. A lanciare l’allarme i residenti della zona, i quali hanno visto uscire le fiamme  dagli infissi dell’appartamento del primo piano.

Sul posto per spegnere  l’incendio i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano: a supporto dei pompieri adraniti dalla centrale operativa del comando provinciale di via Cesare Beccaria è stata inviata a Paternò un’altra autobotte e l’autoscala. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato danni maggiori: soprattutto ha risparmiato gli esercizi commerciali presenti a ridosso della casa interessata dalle fiamme.  Da una prima ricostruzione sembra che l’incendio si sarebbe sviluppato per un corto circuito a carico di un pannello fotovoltaico. Da lì si sarebbero poi estese al resto dell’abitazione, distruggendo quasi ogni cosa si trovasse all’interno.

Evacuato, fino a quanto non sono state ultimate le operazioni di spegnimento, anche il panificio che si trova al piano terra dello stabile dove si è registrato il rogo. Sul posto anche i carabinieri della locale compagnia, nonche i vigili urbani, i quali hanno interdetto la zona a pedoni e automobilisti per consentire ai mezzi di soccorso di operare nella massima sicurezza.  Ingenti i danni alla struttura; parte di essa è stata dichiarata inagibile. Problemi anche nel laboratorio del panificio dove il fuoco avrebbe danneggiato il soffitto.  Le operazioni di spegnimento e di bonifica sono state ultimane poco prima delle 12.30.

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