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Associazionismo

Federcaccia, Romina Patanè prima donna a ricoprire l’incarico di Agente Ittico Ambientale.

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Successo per l’Architetto Romina Patanè , Coordinatrice per la Regione Sicilia delle Cacciatrici di Federcaccia, che supera brillantemente in Corso di Formazione per gli Agenti Ittici.
Si allarga così il gruppo delle Guardie di Federcaccia Catania, Dirette da Giuseppe Scandurra, che sono impegnate a 360 gradi sul Territorio della Città Metropolitana di Catania che si estende su circa 3574 Km2 dove vi è la presenza di 58 Comuni. L’attività formativa, autorizzata dalla Città Metropolitana di Catania, è stata basata su argomenti inerenti le leggi sulla pesca, il Regio Decreto 1604/31, l’attività di vigilanza e le modalità operative, i compiti della Polizia Giudiziaria, inoltre, particolare attenzione è stata data al nuovo regolamento sulla pesca redatto dalla Città Metropolitana di Catania.

A consegnare personalmente l’Attestato di Idoneità è stato Giuseppe Scandurra Direttore Responsabile delle Guardie Ittiche – Venatorie – Ambientali di Federcaccia Catania.
Oltre all’Architetto Romina Patanè, hanno superato il Corso anche Antonio Rao, già in possesso di Decreto Prefettizio, Andrea Carmelo Bucolo e Rosario Ivan Scalia. Soddisfazione è stata espressa da Nello Di Bella, Presidente Provinciale di Federcaccia Catania, per le varie attività poste in essere da Giuseppe Scandurra, Direttore Responsabile delle Guardie, anche in tema di Formazione Professionale che è riuscito a portare all’interno del gruppo, per la prima volta nella storia, la presenza Femminile.

Associazionismo

Un’azione comune per combattere la povertà economica e sociale delle città

La commissione socio pastorale del XII vicariato ha redatto una lettera, inviata ai paternesi, sul tema dell’emarginazione economica e sociale

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La Commissione socio pastorale del XII Vicariato di Paterno’ e Ragalna, di fronte alla crescita dell’emergenza sociale, che sta coinvolgendo non solo gli immigrati ma anche famiglie di Paternò, ridotte alla povertà per la crisi economica che la pandemia ha inevitabilmente prodotto, non può che rinnovare con forza l’appello “per costruire un patto di corresponsabilità fra cittadini, forze sociali, amministratori, politici, tecnici e professionisti per trasformare le nostra Città in un grande luogo di condivisione e fraternità solidale”.

Da qui una lettera aperta del gruppo ai cittadini paternesi di buona volontà.

«Se da un lato si assiste ad una grande disponibilità nell’azione di solidarietà – si legge nella lettera -, mirata a tamponare i disagi più immediati e urgenti, basti pensare che la mensa sociale ha quasi raddoppiato i pasti distribuiti giornalmente, dall’altro si constata con amarezza l’incapacità ad avviare iniziative condivise in grado di dare risposte più durature e sicuramente indispensabili per superare quell’individualismo “sociale” che è il cancro di questa nostra città.

E’ auspicabile promuovere, in un contesto di amicizia sociale, una rete solidale tra Istituzioni Locali, Forze Sociali e Produttive, Università e centri di ricerca, Associazioni No-Profit, per elaborare e realizzare progetti a medio e lungo termine, creando nuove opportunità formative, di lavoro, di valorizzazione del territorio e della cultura locale, includendo le periferie e le fasce più deboli del nostro contesto sociale e territoriale. Noi crediamo fortemente che a Paternò come a Milano ciò sia possibile!

Occorre prendere consapevolezza – si legge ancora nella lettera – che se è vero che lo Stato e i Comuni non possono deresponsabilizzarsi e lasciare la patata bollente alla Caritas e alle altre associazioni, se è altrettanto necessario un ripensamento dell’attuale modello di economia politica che sta generando sempre più profonde diseguaglianze, è altrettanto vero che ognuno di noi deve fare la propria parte non solo nella carità immediata (cibo, denaro, coperte, ecc) ma soprattutto nel comprendere “ciò che i poveri hanno da dirci con la loro semplice presenza: che la povertà materiale è figlia di una più generale povertà umana. Povertà di relazioni, di educazione, di cultura, di diritti sempre più ridotti a privilegi, sottomessi alla logica del profitto. Il malessere materiale e psichico di cui molte persone sulla strada sono portatrici ci turba perché rivela le troppe iniquità e disumanità del nostro tempo. Va combattuta la povertà, non i poveri. Però le soluzioni non si improvvisano. Servono tempo, ascolto, intelligenza di analisi e di progetto. Servono soprattutto uomini e donne che con le loro intelligenze, con la loro esperienza, con la loro professionalità e con la loro generosità collaborino ad un progetto rigenerativo di accoglienza che faccia di questa nostra città una Paternò accogliente. La Commissione invita quanti volessero partecipare a questo progetto a mettersi in contatto con il blog www.shalla.it

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