La Conferenza permanente per la programmazione sanitaria ha espresso, a maggioranza, parere favorevole sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera. L’organismo si è riunito nella sede dell’assessorato della Salute a Palermo. A fronte delle osservazioni avanzate dall’Anci sulla necessità di una maggiore integrazione con il territorio, l’assessore Daniela Faraoni ha assicurato che proprio le strutture intermedie avranno un ruolo di primo piano.
“Ho ribadito che, come governo Schifani, porteremo ancora avanti quel percorso, già avviato, che si fonda su un sempre più stretto collegamento tra la rete ospedaliera e il territorio. Strutture come le case di comunità possono infatti facilitare, nel perimetro delle funzioni per le quali sono state pensate, l’accesso alle cure e, allo stesso tempo, ottimizzare le attività dei pronto soccorso evitando il ricorso a questi presidi quando è possibile soddisfare i bisogni a livello territoriale” ha detto ’assessore regionale alla Sanità Daniela Faraoni.
Presentata, nelle scorse ore, alla Commissione Sanità all’Ars la proposta della rete ospedaliera per il 2025, redatta dall’assessorato regionale alla Salute, dopo le consultazioni con sindacati e amministratori locali.
In questa nuova bozza della rete ospedaliera siciliana a Catania si registrano tagli: l’Arnas Garibaldi scende da 615 a 584 posti letto, -45 al Garibaldi Nesima. Solo il Garibaldi Centro cresce da 183 a 197 posti.
L’Asp di Catania segna -22 posti e -17 all’ospedale di Bronte, ma crescono Paternò (+23) e Caltagirone (+5). Tagli anche all’Aoup di Catania (-21), al San Marco (-82), mentre il Rodolico guadagna +61. Il Cannizzaro passa da 565 a 536 posti letto.