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Cronaca

Catania, bambino picchiato dal patrigno, l’uomo va in carcere, si attende udienza di convalida

Sarebbe stato il piccolo a postare sui social il video, in cui è immortalato il momento in cui è picchiato dal 59enne compagno della madre. Il tutto sarebbe stato ripreso da una delle sorelline della vittima della violenza

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Sarebbe stato il bambino di 10 anni a postare sui social il video, in cui il patrigno un uomo di 59 anni l’ha picchiato con un cucchiaio di legno. L’aggressione sarebbe avvenuta nei giorni scorsi e l’intera scena sarebbe stata ripresa da una delle sorelline del bambino vittima della violenza dell’uomo.

Il piccolo si sarebbe fatto consegnare il video e lo avrebbe pubblicato su un profilo social di un suo familiare. Il video divenuto virale è giunto all’attenzione delle forze dell’ordine e della Procura di Catania, il quale è stato fermato dalla Squadra Mobile e condotto in carcere. Indagini in corso per accertare se l’uomo fosse l’autore di altre violenze nei confronti delle sorelline del bimbo. Il caso è seguito dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Alberto Santisi.

L’uomo non è il padre della vittima, nato da una precedente relazione della madre, ma lo avrebbe adottato dandogli il proprio cognome. Nelle prossime ore è in programma l’udienza di convalida del fermo.

Da registrare l’intervento del sindaco di Catania Enrico Trantino, il quale sui social è amareggiato per quanto ha visto: “Non giudico; non voglio sapere da cosa provenga tanta miseria morale, tanta disumanità, quante violenze o sconquassi di vita abbia subito che agisce percuotendo ripetutamente con un cucchiaio di legno un bambino di 10 anni, ordinandogli di chiamarlo “padrone”.

Mentre qualcuno filmava la scena e la divulgava sui social. Il video diventava virale e diffuso con la dizione “inoltrato molte volte”- scrive Trantino- I nostri servizi sociali sono intervenuti immediatamente contattando il Tribunale per i minorenni, che ha agito con la consueta tempestività; così come la Procura, che ha disposto il fermo dell’anagraficamente “uomo” per maltrattamenti.

Restano le lacrime e i singhiozzi di un bambino, violato come temiamo accada con altri. Che vorrei sappia che esiste una città che lo vorrebbe accudire e dirgli che non è così che gira il mondo, ma che è l’amore che regala sorrisi. E dargli la mano, per accompagnarlo verso un domani diverso, in cui chi ha 10 anni dovrebbe crescere con spensieratezza, gioia, calore, aiuto, e buoni maestri che gli insegnino che anche gli uomini fanno parte del regno animale; ma talvolta sono le vere “bestie”.

 

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