“Una grave carenza di personale medico sta mettendo a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria presso il Presidio Ospedaliero di Paternò”. E’ quanto sollevato da una nota dei rappresentanti sindacali della UILFPL Pippo Palumbo, Orazio Lopis e Nuccio Sciacca, denunciando la situazione attraverso una segnalazione formale indirizzata alla direzione ospedaliera, chiedendo un incontro urgente per affrontare le criticità emerse.
I numeri parlano chiaro. L’Unità Operativa di Ortopedia può contare su appena due medici, mentre Chirurgia ne ha cinque. La situazione è ancora più drammatica per Otorinolaringoiatria e Medicina Trasfusionale, dove opera un solo medico in ciascuna unità. Difficoltà anche al Pronto Soccorso che dispone di soli tre medici. Una dotazione organica evidentemente inadeguata a garantire una copertura adeguata dei servizi sanitari, soprattutto considerando la necessità di assicurare turni continuativi e la gestione delle emergenze.
Le conseguenze sono pesanti su più fronti. Da un lato, secondo i sindacati, verrebbe compromessa la sicurezza dei pazienti, che rischiano di non ricevere cure tempestive. Dall’altro, il personale in servizio si trova costretto a coprire più turni del dovuto esponendo i medici a significativi rischi psicofisici, con potenziali ripercussioni sul benessere degli operatori e sulla qualità delle prestazioni erogate.
A peggiorare il quadro c’è un ulteriore problema, rappresentato dai lavori presso le Sale Operatorie del secondo piano che risultano sospesi da oltre un anno. Questa interruzione ha generato un allungamento delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici, lasciando molti pazienti in attesa di cure essenziali.
L’organizzazione sindacale ha richiesto all’Amministrazione un incontro urgente per discutere le criticità e comprendere quali strategie l’ente intenda mettere in campo. Una situazione che non può più essere ignorata e che richiede interventi concreti per garantire il diritto alla salute dei cittadini e condizioni di lavoro dignitose per il personale sanitario.