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Cronaca

Paternò, addio elipista, per la Regione il “progetto non è ammissibile”, persi 600 mila euro

A dirlo Maria Grazia Pannitteri, responsabile dipartimento regionale giustizia e legalità del PD. Rammarico anche dall’Archeoclub Iblamajor i cui esponenti avevano invitato chi di dovere a rivedere il progetto

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“Paternò continua a pagare il prezzo di una politica di proclami e di inefficienze: la città ha perso il finanziamento di 600 mila euro per la realizzazione dell’elipista”. A scriverlo, in una lunga nota stampa, nella serata di oggi, Maria Grazia Pannitteri, responsabile dipartimento regionale giustizia e legalità del Partito Democratico nonché candidato sindaco nel 2022.

“L’eredità lasciata dall’amministrazione Naso è sempre più pesante così come l’inconsistenza dei proclami del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e del suo capogruppo che, in pompa magna, annunciava circa un anno fa il finanziamento di 600 mila euro. Il progetto per la realizzazione dell’elipista a Paternò, sbandierato come già acquisito e sicuro, è stato bocciato dalla Regione Siciliana e dichiarato “non ammissibile”.

Elipista che avrebbe dovuto sorgere vicino a Via Vittime Civili di Guerra.

Maria Grazia Pannitteri parla dell’ennesimo esempio di “politica dei proclami e dell’inefficienza incapace di programmare e di garantire competenza amministrativa”.

L’esponente DEM attacca sia la passata amministrazione comunale sia l’opposizione fatta da Fratelli d’Italia che “si sono contesi la paternità del finanziamento piuttosto che assicurare la correttezza e la completezza della procedura”.

Va giù duro la Pannitteri la quale ha evidenziato che chi governa una città “ha il dovere di lavorare con serietà, rigore e responsabilità, non di inseguire titoli di giornale. Così come l’opposizione ha il dovere di vigilare sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione, a garanzia del diritto dei cittadini al buon andamento della pubblica amministrazione. A chi dobbiamo chiedere conto, adesso, di questa ulteriore occasione persa? Paternò merita risposte chiare, non slogan. Merita un’amministrazione capace di trasformare le opportunità in risultati e un consiglio comunale attento e vigile che non scarichi sui cittadini il peso delle proprie inefficienze” ha concluso Maria Grazia Pannitteri.

Sulla questione c’è da registrare anche l’intervento dell’Archeoclub Iblamajor di Paternò che sulla propria pagina social, avendo appreso la notizia, ha espresso il proprio rammarico sulla vicenda.  “Lo scorso 5 novembre lo abbiamo detto più volte. Senza Piano di Protezione Civile non è possibile attingere ai finanziamenti e la città è prima di tutto insicura. Lo abbiamo detto più volte, il Piano – redatto nel 2000 – non era stato mai aggiuntato e approvato. Quindi non era operativo e infatti i finanziamenti erano bloccati e peraltro le modifiche a quello del 2000 erano inopportune come la localizzazione dell’area per l’elisoccorso e le aree di attesa e raccolta individuate nei parchi della città, sotto gli alberi. Condizione incompatibile con la funzione.  Vale per l’elisoccorso e per la villa comunale, anch’essa candidata a finanziamenti di Protezione Civile. Basiti senza fine. Ma ci chiediamo dove erano le associazioni di categoria? Quelli che praticano la sicurezza? Un esame di coscienza? Fare silenzio non fa sempre bene. Dissentire non è peccato, è utile per la democrazia, per non diventare complici” si chiude cosi il post sulla pagina social dell’Archeoclub Iblamajor.

 

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