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Catania, un triste primato: primo posto per morti ed infortuni sul lavoro

La Uil: “Una strage che non può passare sotto silenzio”

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fonte immagine: web

Catania si conferma al primo posto in Sicilia per numero di infortuni e morti sul lavoro. Secondo i dati del Rapporto mensile Inail, tra gennaio e novembre 2025 sono stati denunciati 7.250 infortuni, quasi 500 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vittime sono state 21, contro le 16 del 2024.

Numeri definiti inquietanti dalla segretaria generale della Uil di Catania, Enza Meli, che parla apertamente di una strage nei cantieri, nei campi e nelle fabbriche. “È inaccettabile che tutto questo venga sottovalutato mentre si esalta una crescita dell’occupazione spesso precaria e insicura”, afferma.

La segretaria della Uil ribadisce la necessità di più formazione, più controlli e più prevenzione, ricordando che alcune proposte avanzate dal sindacato, nell’ambito della campagna #Zeromortisullavoro, sono state recepite nel 2025. La Uil chiede, dunque,  più formazione, controlli e prevenzione, ricordando le misure già avviate come il rafforzamento dei controlli, la copertura Inail per studenti nei percorsi scuola-lavoro e l’introduzione del badge di cantiere. Ma, avverte il sindacato, non basta.

Tra le richieste alla politica: stop ai subappalti a cascata e alle gare al massimo ribasso, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e il patrocinio gratuito per le famiglie delle vittime. Da Catania, triste primatista regionale, l’appello è a interventi immediati per fermare l’aumento di infortuni e morti.

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