Nelle scorse settimane è stato demolito un immobile abusivo situato in contrada Vaccarizzo, all’interno della zona B dell’Oasi del Simeto, area sottoposta a vincoli ambientali. L’abbattimento non è stato eseguito in via coattiva ma direttamente dagli eredi della persona condannata con sentenza definitiva per aver realizzato la costruzione senza le necessarie autorizzazioni.
La vicenda è stata resa nota attraverso un comunicato firmato dal procuratore distrettuale Francesco Curcio e si inserisce nel quadro delle attività della Procura finalizzate alla tutela del territorio e all’esecuzione delle sentenze in materia di illeciti edilizi. Come spiegato dall’Ufficio, la procedura prevede inizialmente l’interpello del condannato o, in caso di decesso, dei suoi eredi, ai quali viene assegnato un termine per procedere alla demolizione volontaria dell’immobile. Qualora tale termine non venga rispettato, si procede con l’abbattimento forzoso, affidato a ditte incaricate dalla Procura – spesso imprese confiscate alla criminalità organizzata – con costi interamente a carico dei responsabili.
Dal report emerge inoltre come la linea di fermezza adottata stia producendo effetti concreti infatti, accade spesso che i cittadini scelgono di intervenire autonomamente, evitando così i maggiori oneri economici legati alle demolizioni coattive. Un trend confermato dai numeri in quanto, nell’ultimo anno e mezzo, sono stati 46 gli immobili abusivi demoliti volontariamente dai condannati o dai loro eredi.