Nei giorni scorsi a Paternò una delegazione del Partito Democratico ha chiesto e ottenuto un incontro con i componenti della commissione straordinaria presieduta dal prefetto Santi Giuffrè, che dallo scorso 21 novembre guida il comune paternese dopo lo scioglimento per mafia del consiglio comunale e della giunta.
“Abbiamo avuto modo di confrontarci con i commissari e abbiamo avuto la sensazione positiva di avere come interlocutore lo “STATO”, fattività con obiettivi chiari volti a riportare la Città dentro a quello che dovrebbe essere il vivere civile, ordinato e garante dei Cittadini- si legge in una nota stampa del PD- Siamo stanchi dai commissari da un lato per augurare buon lavoro e dall’altro per attenzionare alcune specificità che sono emblematiche e che potrebbero innescare una svolta ben precisa per la rinascita, l’inizio di una buona amministrazione ed il ritorno alla normalità” .
Partito Democratico che ha presentato ai commissari un documento di 12 punti in cui vengono delineate le problematiche che sta vivendo la città. In primis “la sicurezza che è uno dei problemi cardine che affligge i Cittadini – si legge nella nota – specialmente dall’ imbrunire Paternò diventa off-limits e scatta un coprifuoco psicologico per cui non si sta più in giro, si corre a rintanarsi in casa e nei centri commerciali. Crediamo che insieme alle forze dell’ordine e alla polizia municipale sia il caso di organizzare un tavolo che coinvolga anche la prefettura e che affronti il problema del caporalato, dello sfruttamento, dei subaffitti e la indecorosa vicenda di Ciappe bianche”.
Ed ancora il centro storico per un suo recupero “completamente abbandonato e che si è trasformato in un ghetto. Non è possibile per esempio che la via principale e le piazze siano ostaggio del parcheggio selvaggio indisturbato, addirittura con furgoni carichi di scale e attrezzi da lavoro. Bisogna intervenire immediatamente su questo fronte e rendere agibile gli spazi pubblici”.
Pensare a un piano urbanistico, ad una zona artigianale e una industriale: “Vi è poi la questione delle questioni, e cioè la revisione del piano urbanistico. Vero volano dello sviluppo economico e sociale della nostra città. Il primo assillo di chi governa dovrebbe essere la revisione di questo strumento, che a sua volta muove la leva economica. Poi vi sono le infrastrutture materiali e immateriali. Se si vogliono creare meccanismi virtuosi di sviluppo, se si vogliono rilanciare le zone artigianali e industriali, bisogna reperire i fondi per mettere mano a queste infrastrutture e sfruttare tutte le opportunità che esistono nella legislazione regionale e in quella nazionale”.
Questione rifiuti: “Paternò è perennemente sporca, al centro, in periferia, nelle strade di accesso, nei parchi, nelle aiuole, ovunque si vede spazzatura- dicono i DEM -Siamo convinti che un attento controllo ed una organizzazione del servizio più razionale darebbe risposte più adeguate”.
Pubblica illuminazione: intere strade sono al buio da mesi e mesi e in tutto il centro urbano ci sono centinaia di corpi illuminanti non funzionanti. Eppure sappiamo che esistono appalti di servizio affidati da sempre per garantire la costante manutenzione ma che ovviamente non danno risultati concreti perché nessuno, crediamo, abbia mai controllato”.
Attenzione puntata anche sulla manutenzione delle scuole e agli investimenti da fare in questo settore. “Crediamo sia urgente avere, in questo senso, una politica sistemica, reperire risorse tra le pieghe del bilancio, mettere in cantiere progetti per finanziamenti pubblici” .
Per quanto riguarda la burocrazia del comune di Paternò “è ai livelli minimi, sia in termini quantitativi che in termini organizzativi. Senza una macchina amministrativa funzionante è impossibile far funzionare la città, reperire risorse, creare le condizioni per lo sviluppo. Sappiamo che in tal senso vi siete già mossi. Chiediamo: qual è lo stato dell’arte? Quali sono le prossime mosse che intendete mettere in campo?”.
Sulle finanze del comune i Dem hanno evidenziato che vi è un “piano di riequilibrio dei conti, ma non si conosce qual è il suo livello di applicazione, la sua sostenibilità. La vecchia amministrazione glissava su questa questione”.
Ed ancora la circolazione stradale in città è caotica. “Il problema deriva dalla cronica carenza di vigili urbani, senza dubbio, ma anche dalla volontà ben precisa che c’è stata fino ad ora di non intervenire e incoraggiare la libertà di ognuno che poi si traduce in una limitazione per tutti. La segnaletica stradale è spesso presente ma su supporti gran parte divelti e lasciati nell’ incuria più totale. Basterebbe un intervento di manutenzione, con costi limitatissimi e tanti problemi si risolverebbero”.
Sulle strade i DEM hanno evidenziato che c’è “bisogno di interventi organici per cui servono tempo e risorse, ma intanto c’è necessità di intervenire giornalmente per evitare situazioni al limite dell’impraticabilità”.
Ed ancora questione vigili urbani. “Un numero ridotto all’ osso per una passata volontà politico-amministrativa, che fa il paio con le motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell’ente. Abbiamo visto che sono stati banditi i primi concorsi ma chiediamo che, nelle more, si intervenga per un potenziamento con il supporto di personale in servizio nei comuni vicini e che verrebbe impiegato a Paternò per alcune ore e per servizi mirati come circolazione, presidio delle strade e piazze e parcheggi”.
Ed infine questione abusivismo. “Con un coordinamento con le altre forze di polizia, oltre ai vigili urbani, c’è la necessità di un intervento deciso, chiaro e senza zone d’ombra. In questo senso crediamo che la Prefettura possa avere un ruolo propulsivo e di coordinamento” concludono i DEM.