Catania si è svegliata prima del sole, oggi, per uno dei momenti più intensi e identitari, la Festa di Sant’Agata. La Messa dell’Aurora ha aperto la giornata di oggi, 4 febbraio, segnando l’inizio del tradizionale giro esterno del fercolo, cuore pulsante dei festeggiamenti agatini.
Dentro e fuori il Duomo, migliaia di devoti – molti con il classico sacco bianco – hanno seguito la celebrazione in un silenzio carico di attesa. Poi, l’uscita, un momento che si ripete ogni anno ma che non perde mai forza. Quando il fercolo con le reliquie di Sant’Agata ha varcato la soglia, un lungo boato di fede ha attraversato la piazza. Semu tutti devoti, tutti!” – il grido antico, collettivo, identitario.
La processione ha preso avvio lungo le vie del centro e della zona sud della città, seguendo il percorso storico che porta la Santa simbolicamente fuori dalle antiche mura. Tra via Cardinale Dusmet, la zona del porto e i grandi assi urbani, il fercolo, ornato da garofani rosa, simbolo del martirio, è stato accompagnato dalle candelore, dai canti, dalle preghiere sussurrate e da un fiume umano compatto, ordinato, determinato.
La mattinata è stata segnata da un cielo incerto, con nuvole e qualche timore di pioggia, ma senza particolari disagi. Un clima che non ha minimamente scalfito la partecipazione, tutti stretti attorno alla santuzza. La città, come accade solo in questi giorni, ha sospeso il tempo ordinario per vivere quello sacro e popolare insieme.
Il 4 febbraio rappresenta da sempre la giornata della resistenza fisica e spirituale, tra chilometri percorsi lentamente, ore in piedi, mani tese verso il fercolo. Catania, anche stamattina, ha confermato il suo legame viscerale con Agata: un rapporto che è fede, tradizione, identità e memoria condivisa.
La giornata proseguirà fino a sera, ma l’alba di oggi ha già detto tutto perché sì, Sant’Agata è tornata tra la sua gente e la sua gente era lì ad aspettarla.