La Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Randazzo ha reso noto che sono state avviate le operazioni di demolizione di un imponente manufatto abusivo, meglio conosciuto come “ecomostro”, realizzato da un soggetto gravato da precedenti penali e di polizia e ritenuto esponente di rilievo di un noto clan locale su un terreno di proprietà comunale sito in via Sangrigoli, contrada Murazzorotto, ponendo così fine ad una situazione che perdurava da un quarantennio.
Tale demolizione, che si protrarrà per alcuni giorni, si inserisce nel solco della particolare attenzione che la Commissione straordinaria ha inteso riservare alle attività di tutela del territorio, contrasto all’illegalità edilizia e valorizzazione del patrimonio comunale, mediante interventi programmati, azioni urgenti e misure di recupero della piena disponibilità dei beni pubblici.
In particolare, in materia di contrasto all’abusivismo edilizio, sono state eseguite nel corso della gestione commissariale due ulteriori operazioni di demolizione di manufatti abusivi, ossia le stalle ubicate in contrada Dagalalonga ed un complesso costituito da una casa ed un bunker sempre riconducibili alla medesima consorteria.
L’epilogo positivo della vicenda “ecomostro”, oggi posto in essere con l’utilizzo dei fondi assegnati dal Ministero dell’Interno agli Enti sciolti per infiltrazione mafiosa, pertanto, persegue il fine non soltanto di ribadire con un segno tangibile la presenza dello Stato e delle Istituzioni sul territorio, ma anche di avviare e lasciare in consegna alle amministrazioni che verranno la best practice di rafforzamento dell’azione amministrativa volta alla prevenzione e repressione del fenomeno dell’abusivismo edilizio.
Ciò anche in considerazione del fatto che il cespite abusivo in questione era stato oggetto, nel corso di 40 anni di 7 ordini di demolizione mai eseguiti.
Le operazioni di ripristino dei luoghi, sollecitate dalla Commissione straordinaria fin dall’insediamento, trattandosi, peraltro, di un fabbricato a tre elevazioni fuori terra, insistente in un contesto ambientale alle falde dell’Etna dall’alto impatto naturalistico e panoramico, sono state precedute dall’invio di rinforzi deciso in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica svoltosi presso la Prefettura di Catania lo scorso 24 febbraio e da un Tavolo tecnico presso la Questura di Catania per assicurarne lo svolgimento in una cornice di sicurezza.
La Commissione straordinaria ringrazia, oltre alla Prefettura di Catania, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, presenti sul posto fin dall’inizio delle attività, insieme al Comando di Polizia Municipale ed ai componenti l’ufficio tecnico comunale.