Crescono i ricorsi ma diminuiscono quelli pendenti e si accorciano i tempi delle decisioni. È il quadro tracciato dal presidente del Tar di Catania, Pancrazio Maria Savasta, durante la relazione per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario della giustizia amministrativa.
Aprendo la cerimonia, alla quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti, Savasta ha sottolineato il peso crescente del lavoro dei tribunali amministrativi in una società sempre più complessa. “La responsabilità della giustizia amministrativa e di tutti gli operatori che la compongono è davvero rilevante – ha affermato – perché ci confrontiamo con questioni sempre più complesse che incidono profondamente nel tessuto sociale”.
Nel corso dell’ultimo anno il Tar etneo ha registrato un incremento di 452 ricorsi, un dato che, secondo il presidente Savasta, rende ancora più significativo il risultato ottenuto sul fronte dello smaltimento dell’arretrato. Il tribunale ha infatti ridotto i ricorsi pendenti del 18,92%, quasi 500 fascicoli in meno, superando ampiamente l’obiettivo fissato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, che richiedeva una riduzione del 10%.
Risultati positivi anche rispetto ai target previsti dal Pnrr: a fronte di un obiettivo di poco più di 4500 ricorsi pendenti entro il 30 giugno 2026, il Tar di Catania ne registra 2134 al 30 dicembre 2025, un dato nettamente inferiore alle previsioni.
Nel corso dell’anno sono state pubblicate più di 3mila sentenze, tutte redatte dai magistrati del tribunale. Savasta ha evidenziato che, a differenza degli anni precedenti, non si è fatto ricorso alle cosiddette udienze di smaltimento, cioè quelle sessioni straordinarie dedicate all’abbattimento dell’arretrato con giudici provenienti da altri tribunali e con udienze da remoto. Nonostante ciò, il Tar ha prodotto 655 sentenze in più, confermando l’efficienza dell’organico interno. Il dato ritenuto più significativo riguarda però la rapidità nella definizione dei giudizi. Per quanto riguarda la fase cautelare negli appalti pubblici, i tempi medi sono di 19 giorni, mentre la decisione nel merito arriva in 95 giorni, al di sotto della media nazionale che si attesta a 107 giorni. ancora più rilevante il dato complessivo: la definizione media dei ricorsi è di 274 giorni, circa nove mesi. Quasi il 50% dei ricorsi depositati nel 2025 è stato deciso nello stesso anno.