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Cronaca

Randazzo, contro le truffe, Arma e Diocesi etnee in dialogo con fedeli e cittadini randazzesi

Numerosi gli incontri svolti e tanti quelli in programma: come quello che si terrà il 29 marzo prossimo presso la parrocchia di Santa Maria del Rosario, a Bronte in occasione della domenica delle Palme

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Randazzo hanno incontrato i fedeli della locale parrocchia di San Francesco da Paola, per metterli in guardia dall’odioso fenomeno delle truffe, che quotidianamente colpiscono giovani e meno giovani. Il Comandante in S.V. della Stazione Carabinieri di Randazzo, Mar. Lì Xiaoyu, con le donne e gli uomini della Stazione posta ai piedi dell’Etna, hanno illustrato ai presenti le modalità di truffa più diffuse: quella del messaggio del figlio che chiede di essere contattato su una nuova utenza perché il suo telefono è stato rubato e necessita di soldi per acquistarne uno nuovo, ai finti rivenditori di beni di ogni genere, quali dispostivi elettronici, attrezzi da lavoro, persino autoveicoli, che attirano l’attenzione degli utenti con prezzi particolarmente vantaggiosi, ma che di cui in realtà non dispongono.

E ancora, c’è quella del finto carabiniere che chiama la vittima, dicendo che, per ordine del giudice, deve prendere i suoi gioielli per verificare se corrispondono a quelli trovati in occasione di una rapina, a quella in cui un il finto appartenente all’Arma chiama la vittima e, finge di aver arrestato un suo parente per aver provocato un grave incidente stradale, e che per “rimetterlo in libertà”, la vittima deve consegnare una certa cifra a un altro carabiniere che di lì a poco si presenterà presso la sua abitazione. Poco importa se non ha i soldi. Lo spregiudicato truffatore dirà di consegnare al suo complice tutte le cose preziose presenti in casa.

Quest’ultimo raggiro, ha proprio l’obiettivo di provocare uno stato di ansia e timore nella vittima, tale per cui, pur di aiutare il congiunto nei guai sarà disposta a seguire tutte le istruzioni date dal finto carabiniere truffatore.

Per evitare che la povera vittima chiami il numero unico di emergenza 112 o chieda aiuto ad altre persone, il malvivente farà in modo di non far mai attaccare il telefono al truffato, ad esempio chiedendo di appuntarsi dei dati (come serie numeri o altre informazioni), fingendo si tratti di numeri di conti corrente o altro, ma che in realtà sono privi di senso.

L’incontro, inserito in un ciclo più ampio di attività con al centro temi di legalità, è stato subito accolto con favore dal parroco Padre Salvatore Cassaniti, sostenuto e promosso dalla Diocesi di Acireale. L’Arma di Catania infatti, ha lanciato da tempo, in collaborazione con tutte le diocesi catanesi, una massiccia campagna di prevenzione delle truffe che aiuta gli anziani e i più fragili a difendersi, nella consapevolezza che anche la collaborazione con le parrocchie, vicine alle famiglie, sia fondamentale per abbattere l’esposizione a questo tipo di fenomeni.

Profondo l’interesse suscitato nei presenti, cui sono stati forniti chiarimenti e spunti di riflessione, e consegnato un dépliant informativo, realizzato in collaborazione con le diocesi etnee.

Numerosi gli incontri svolti e tanti quelli in programma: come quello che si terrà il 29 marzo prossimo presso la parrocchia di Santa Maria del Rosario, a Bronte in occasione della domenica delle Palme.

 

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