Il 21 marzo, primo giorno di primavera, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita nel 1999 dall’UNESCO con l’obiettivo di promuovere la lettura, la scrittura, la pubblicazione e l’insegnamento della poesia in tutto il mondo.
In questa occasione, questa mattina a Paternò, dalle 10.30 alle 12.30, nel salone dell’ex Macello di via Fonte Maimonide-oggi divenuto un significativo spazio di archeologia moderna- le associazioni “Città Viva”, il “Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto” e “Coltiviamo Bellezza” hanno aderito all’iniziativa, celebrando l’arrivo ufficiale della primavera e ribadendo un messaggio semplice ma profondo: la quotidianità della vita è poesia, e la poesia è vita. Uno slogan ormai familiare, che richiama il pensiero di Alda Merini.

A sottolineare il senso dell’incontro il saluto della presidente di Città Viva, Grazia Scavo, che ha evocato l’attesa della mite stagione primaverile, tanto desiderata quanto tardiva quest’anno dalle nostre parti.
Il reading poetico ha lasciato spazio anche alle arti visive, con le opere pittoriche di Agatina Salina, Giusy Zuccarello e Katia Marchese. Uomini e donne che, attraverso la loro sensibilità e il loro stato d’animo, trasformano emozioni in versi e colori, diventando autentici testimoni della vita. La festa di primavera di Paternò si è così rivelata anche un’occasione per riflettere sul ruolo della poesia come linguaggio capace di trasmettere bellezza ed emozioni.

La poesia fa sognare, e sperare in un futuro migliore, lo insegna anche il grande compositore Mogol che ha rivoluzionato la musica italiana trasformando i testi delle canzoni in vera poesia. Testi e musiche caratterizzati da immagini poetiche, introspezione e narrazione della vita quotidiana, specialmente nel lungo sodalizio con Lucio Battisti. E come dimenticare Riccardo Cocciante nella sua “Poesia, poesia sembra che non ci sia. Poi l’incontri per caso”.
Paternò-che ormai sembra affondata, assopita in una sorta di indifferenza quotidiana, in quel “comu veni veni” privo di slanci- oggi ha trovato nella poesia un momento di risveglio. Personalmente, mi viene spontaneo richiamare il versetto della Genesi: “Non si adiri il mio Signore se parlo ancora: forse là se ne troveranno dieci saggi”. E la risposta: “Non la distruggerò per riguardo a quei dieci”.

Durante l’incontro, moderato dalla poetessa Antonella Paparo e Grazia Scavo, hanno letto e recitato le loro poesie Francesco Benfatto, il “giovane” Turi Bonanno-quasi novantatreenne ma ancora giovane nello spirito-Filippo Chisari, Barbara Fallica, Giacomo Paternò, Martina Strano, Nino Gulisano, Carmelo Fichera e Giacomo Pistone.
Ebbene, grazie ai suoi poeti, la città di Paternò può dirsi simbolicamente salvata. Accanto ai veterani locali, come Giovanna Finocchiaro e il simpatico Turi Bonanno, si sono uniti anche artisti provenienti da Adrano e Acireale, tra cui don Orazio Tornabene, a testimonianza di una comunità culturale viva e capace di guardare oltre i propri confini.
