Riunione tecnica, nei giorni scorsi a Paternò, all’interno del Palazzo comunale di Piazza della Regione tra la commissione straordinaria e i funzionari della sovrintendenza ai beni culturali di Catania e gli esperti dell’INGV.
Al centro dell’incontro il futuro del geosito della Salinelle dove da qualche mese, dopo uno stop di oltre un anno, sono ripartiti i lavori di riqualificazione dell’area. Una volta ultimati i lavori il comune di Paternò dovrà gestire il sito, provvedendo anche a mettere in atto tutti i servizi necessari per l’utilizzo del sito come l’impianto idrico e il servizio elettrico.
Da parte sua l’ente comunale, per voce del prefetto Santi Giuffrè e la vice prefetta Rosana Mallemi, avrebbe manifestato la massina disponibilità e collaborazione; nel corso dell’incontro si è parlato anche dell’ex macello di via Fonte Maimonide.
Una parte di esso dovrebbe essere messe a disposizione dell’INGV per la collocazione di attrezzature scientifiche necessarie per seguire H24 le Salinelle, fenomeno di vulcanesimo secondario che da tempo è sotto l’attenzione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per la sua importanza scientifica e per il legame con le evoluzioni interne dell’Etna.
Il progetto prevedeva la rimozione di 13.000 mq di asfalto su Via dei mulini, Via delle Acque Grasse e Via dello Stadio, con tanto di suolo naturale; ampliamento dell’area del sito per circa 5.000 mq, lungo via Salso (area recuperata dal degrado), vale a dire la zona del nuovo ingresso del sito, destinata alla piantumazione di specie arboree della macchia mediterranea. Realizzazione delle strutture necessarie per la costruzione di argini e bacini al fine del contenimento, filtraggio e gestione dei flussi di fango; costruzione di piccole aree all’interno del sito, per la sosta e i percorsi con la relativa predisposizione della parte impiantistica.
Percorsi interni con le relative pavimentazioni, aree d’accesso con le recinzioni e l’area di sosta destinata al front-office e ai servizi igienici per gli utenti, su via Salso; collocazione di 700 piante con relativo impianto di irrigazione; realizzazione dell’impiantistica elettrica, illuminazione e di videosorveglianza; installazione della segnaletica e della piattaforma multimediale per la divulgazione e promozione del geosito. Infine realizzazione della perforazione per le attività di monitoraggio dell’Ingv. La valorizzazione è stata pensata anche dal punto di vista turistico e culturale: per riqualificare il geosito è stata stanziata, sotto il governatore Nello Musumeci, una somma pari ad un milione e mezzo di euro.