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“Bella ciao”, il caso Delia e “quella parola che non si tocca”

Sui social il richiamo ai fratelli Giuffrida e all’ANPI di Paternò. On.Ciancitto: “Le critiche non diventino delegittimazione”

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L’esibizione di Delia Buglisi sul palco del Concerto del Primo Maggio a Roma ha acceso un dibattito che va ben oltre la musica. Al centro della polemica, la scelta della giovane artista siciliana di modificare un verso simbolo di Bella ciao, sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”.

Una variazione apparentemente minima, ma sufficiente a scatenare una reazione forte e immediata, soprattutto sui social, dove molti utenti hanno interpretato il gesto come una forma di impoverimento della memoria storica. Per i critici, infatti, “partigiano” non è un termine qualsiasi,  rappresenta una figura concreta, storicamente determinata, legata alla lotta contro il nazifascismo e alla nascita della Repubblica italiana. Cambiarlo significherebbe, secondo questa lettura, privare la canzone della sua identità originaria e del suo valore politico.

Le reazioni più dure sottolineano proprio questo punto: la Resistenza non è un concetto astratto né universalizzabile senza conseguenze È fatta di persone, nomi, storie, sacrifici. Ridurre il “partigiano” a un generico “essere umano” rischierebbe di appiattire quel contesto, trasformando un simbolo storico in un messaggio indistinto.

Nel contesto del Concertone del Primo Maggio, tradizionalmente carico di significati politici e sociali, la scelta di modificare un brano come “Bella ciao” non poteva passare inosservata. Era prevedibile che generasse una reazione, perché tocca un punto identitario ancora vivo nel dibattito pubblico italiano.

Dal web – (Santina Sconza) scrive: “Delia, partigiano, partigiano, la parola è partigiano e non essere umano.  Cara Delia Buglisi, classe 1999 di Paternò, bellissima voce, ma incapace di cantare, Bella Ciao, la canzone della Resistenza, la canzone degli italiani antifascisti, perché cambiare la parola partigiano con essere umano? La parola è sacra, non si cancella, Partigiano è colui che ha combattuto il nazifascismo per dare la Libertà, la Democrazia e la Costituzione a te, a me e alle future generazioni.  Sei sicilana, dovresti conoscere la storia dei siciliani partigiani che combatterono per la democrazia. Se non la conosci a Paternò dove sei nata esiste l’associazione ANPI intitolata al partigiano “Carmelo Mio” che svolge attività culturali e di memoria sul territorio, come l’incontro organizzato per gli 80 anni della Repubblica con Luigi de Magistris nell’aprile 2026. A due passi da dove sei nato tu, ad Adrano c’è il busto del professore Carmelo Salanitro, lui prima ancora che iniziasse la Resistenza combatté con dei volantini che parlavano di pace la dittatura fascista, arrestato morì nel campo di concentramento a Mauthausen il 24 aprile 1945, il giorno prima della Liberazione.Ti voglio scrivere di una una giovane donna catanese come te, di Graziella Giuffrida che lasciò Catania a 20 anni per andare a fare l’insegnante a Genova, insieme al fratello Salvatore. A Catania via Fratelli Giuffrida si trova a pochi metri di distanza da via Plebiscito. Proprio tra via Bellia e piazza Machiavelli c’è una lapide che ricorda il coraggio e l’impegno di questi due giovani catanesi. La città di Genova ricorda il sacrificio di Graziella con una strada che porta il nome della giovane partigiana etnea e una targa dedicata ad entrambi i fratelli. E tu siciliana dimentichi la parola partigiano, e tu siciliana ti vergogni di pronunciare la parola partigiana.E tu siciliana la sostituisci con la parola, essere umano…”

Il deputato nazionale, on.  Francesco Ciancitto prende posizione in merito alla querelle che nelle ultime ore,  vede la concittadina, Delia Buglisi  oggetto e bersaglio di innumerevoli critiche e insult e scrive: “Riguardo alle polemiche sull’esibizione della nostra concittadina Delia Buglisi al Concertone del 1° maggio, mi sono tornate alla mente le parole del Presidente del Senato in un’intervista al Giornale di qualche giorno fa: “Tanti anni fa dicevo ai leghisti: attenti che prima o poi verrà qualcuno più settentrionale di voi. Oggi agli antifascisti dico: attenti, c’è sempre qualche antifascista più antifascista di voi”. A Delia, giovane artista di Paternò che con impegno e talento sta portando avanti il suo percorso, va la mia piena solidarietà. Le critiche fanno parte del confronto pubblico, ma non dovrebbero mai trasformarsi in pregiudizio o in tentativi di delegittimazione. Alla nostra concittadina rivolgo l’augurio di continuare a esprimere liberamente la propria arte, con la forza e la dignità che contraddistinguono la nostra comunità.

Poche ore fa la stessa Delia Buglisi, ha scritto un post sui social in cui ribadisce la sua posizione: Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso da una parte delle persone. In piazza San Giovanni, durante il concerto del Primo Maggio, ho sentito invece tanto affetto e partecipazione.Io prendo una posizione chiara contro chi si arroga il diritto di togliere la vita ad altri esseri umani, oggi e sempre… Mentre ci indigniamo per una parola cambiata, da oltre quattro anni in Ucraina muoiono civili che non hanno scelto di combattere.

…Ci indigniamo per una parola cambiata mentre, da settimane, in Iran vengono calpestati diritti fondamentali e migliaia di persone hanno già perso la vita.

E troppo spesso questa indignazione non basta a farci reagire davvero, a ricordare che si tratta di esseri umani come noi, con famiglie, figli, genitori: vite spezzate per colpa di pochi, sempre nel nome del denaro. Ci indigniamo per una parola cambiata mentre a Gaza sta avvenendo un vero e proprio genocidio. Questa è la mia posizione: ogni essere umano deve essere rispettato, a prescindere dalla sua origine, dal suo credo e dal suo ruolo sociale. Se una canzone, ottant’anni fa, è stata simbolo di libertà, possiamo esserne fieri. E se oggi può ancora servire a stimolare una riflessione su ciò che accade nel mondo, allora ha senso cantarla. Perché, prima di tutto e sopra tutto, siamo ESSERI UMANI.”

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