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Associazionismo

Ragalna, progetto “No alla Violenza”: una rete di ascolto e coraggio tra i banchi di scuola

Il progetto “No Violenza” è tornato a far sentire la sua voce tra gli studenti della scuola secondaria di primo grado, confermando come questo gruppo sia costantemente in prima linea nella lotta contro ogni forma di abuso.

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Non è stato solo un incontro informativo, ma un vero e proprio evento di comunità quello svolto presso il plesso “Mongibello” dell’Istituto Comprensivo “G. Marconi”. Il progetto “No Violenza” è tornato a far sentire la sua voce tra gli studenti della scuola secondaria di primo grado, confermando come questo gruppo sia costantemente in prima linea nella lotta contro ogni forma di abuso.

Una rete per non restare soli.

L’evento, aperto dai saluti dell’insegnante Marika Tripi, del referente no violenza Rosario Spina e della presidente del consiglio comunale Maria Luisa La Rosa, ha messo al centro il concetto di “rete”. L’obiettivo è creare un ponte solido tra scuola, famiglie e associazioni per rompere il muro del silenzio.

Il dialogo, moderato con attenzione alla sensibilità degli adolescenti, ha toccato i nervi scoperti della società odierna: dai femminicidi (85 vittime nel 2025) alle insidie del web. Proprio su quest’ultimo punto è intervenuto il Dott. Marcello La Bella, Dirigente del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale, che ha illustrato ai ragazzi i rischi del cyberbullismo, fornendo gli strumenti necessari per non cadere nelle “trappole” della rete.

Il potere della testimonianza e la forza della poesia.

Uno dei momenti più toccanti della mattinata è stato l’intervento di Giovanna Zizzo, madre della piccola Laura Russo e presidente dell’associazione “Laura vive in me”. La sua testimonianza ha scosso profondamente la platea: la capacità di trasformare un dolore inimmaginabile in una forza attiva per il cambiamento ha offerto ai ragazzi una lezione di vita indimenticabile.

A bilanciare la durezza dei fatti cronaca, l’insegnante Letizia  Asero ha scelto la via della bellezza e della riflessione letteraria. Attraverso la poesia “Cara Donna” di Michael Reid, è stata esplorata la complessità e la dignità dell’universo femminile, fornendo una chiave di lettura empatica per contrastare gli stereotipi di genere.

Aspetti legali e psicologici.

Il dibattito è stato arricchito dai contributi tecnici dell’Osservatorio “Violenza e Suicidio”. La psicologa Rita Virgillito ha aiutato gli studenti a comprendere i segnali premonitori di un potenziale aggressore, mentre l’avvocato Flavia Indaco ha spiegato i percorsi legali per difendere le vittime. Entrambe hanno risposto a numerose domande dei ragazzi, segno di un bisogno reale di risposte chiare e sicure.

Dalla ferita alla rinascita.

Nancy Librizzi ha ripercorso i difficili anni della scuola, segnati da prevaricazioni e isolamento, ferite profonde che però non le hanno impedito di rialzarsi. Oggi, nel ruolo di madre e attivista, ha deciso di mettere la propria esperienza al servizio della comunità. Attraverso il suo impegno quotidiano, Nancy aiuta oggi molte donne a ritrovare la fiducia in sé stesse, promuovendo percorsi di miglioramento e sensibilizzazione. La sua storia è un monito potente: denunciare e chiedere aiuto è il primo passo per trasformare una cicatrice in un punto di forza.

La scuola come presidio di ascolto.

In chiusura, l’insegnante Letizia Asero ha ribadito il ruolo fondamentale dei docenti come “sentinelle” quotidiane, capaci di intercettare disagi familiari o personali, elevando la figura dell’educatore a quella di una vera e propria guida per le nuove generazioni. L’insegnante non deve essere solo un dispensatore di conoscenze, ma una figura di riferimento capace di orientare i giovani nel complesso labirinto delle emozioni e delle relazioni sociali.

L’evento di Ragalna ha dimostrato che la battaglia contro la violenza si vince solo con la presenza costante sul territorio. Il gruppo “No Violenza” prosegue il suo cammino, consapevole che ogni parola spesa, ogni dato condiviso e ogni testimonianza ascoltata è un seme piantato per un futuro senza più vittime.

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