Dal bailamme del Salone del Libro al sapore unico, raffinato ed esclusivo vissuto a Paternò per la presentazione del libro “L’Estate della Dolciera” di Annamaria Zizza. Paternò, alle falde dell’Etna, può tranquillamente candidarsi a città della cultura.

A pochi mesi di distanza, la scrittrice catanese Annamaria Zizza torna all’ex Macello comunale di Paternò con la sua nuova creatura letteraria, presentata nell’ambito del Festival di Comunità “Facciamo La Valle”, organizzato dal Presidio del Patto Partecipativo di Fiume Simeto, dal Circolo Letterario Pennagramma, dall’associazione culturale Città Viva, dalla Libreria Gulisano e dal Comune di Paternò. Ieri ha preso ufficialmente il via la nuova edizione del festival che, per due settimane, animerà la Valle del Simeto con incontri, arte, musica e momenti di condivisione.
Apertura decisamente scoppiettante quella inaugurale, che ha visto protagonista l’autrice Annamaria Zizza in dialogo con la professoressa Angela Pistorio e il giornalista Alfio Cartalemi. A introdurre l’incontro sono stati Carmelo Caruso, coordinatore del programma culturale “Coltiviamo Bellezza” e referente del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, e Mario Cunsolo, scrittore e presidente del Circolo Letterario Pennagramma. Dopo i saluti di Grazia Scavo, presidente dell’associazione culturale Città Viva, ha preso il via il confronto con l’autrice.

Un incontro fuori dagli schemi canonici, con due relatori — una donna e un uomo — chiamati a scandagliare le diverse sfaccettature di quello che è molto più di un semplice racconto: un vero romanzo storico intriso di fede cristiana.
È stata un’occasione speciale per conoscere meglio una scrittrice capace, con la delicatezza e la forza della sua penna, di raccontare l’universo femminile: donne incomprese, prigioniere del proprio tempo, mai del tutto realizzate, ma animate dal desiderio di un futuro diverso e migliore. Diverso il “destino” della protagonista Maria che, da “criata”, diventa una giovane madre consapevole e, sotto lo sguardo protettivo della Vergine Maria, trova il proprio riscatto umano.
Dopo il richiamo al primo romanzo, La Dolciera Siciliana, sintetizzato da Grazia Scavo — dove la giovane Maria torna a Modica con una creatura in grembo — il dibattito si è concentrato sulla nuova opera, L’Estate della Dolciera.
La Trinacria, la “Sicilia bedda”, come nel viaggio di Goethe, si intreccia in una narrazione intensa e ricca di suggestioni. Modica diventa il centro simbolico e narrativo attorno a cui tutto ruota.
La professoressa Angela Pistorio ha sottolineato come il “Tour di Goethe” rappresenti uno degli elementi centrali del romanzo della Zizza: un percorso narrativo affascinante, immerso nel grande cambiamento storico dei primi anni del Settecento, capace di coinvolgere e far riflettere.

Filo conduttore dell’incontro è stata anche la figura materna, con una dedica speciale a tutte le mamme presenti, a una settimana dalla Festa della Mamma, e alla “mamma celeste”, nel mese di maggio tradizionalmente dedicato alla Madonna. La maternità, infatti, attraversa profondamente il nuovo romanzo della Zizza. Un’opera storica certamente, ma anche intrisa di fede e speranza, nella quale emerge l’immagine di una madre provvida capace di ricambiare l’amore ricevuto.
Questo l’aspetto sottolineato da Alfio Cartalemi che, nella sua lettura del romanzo — condivisa dalla stessa autrice — ha individuato nell’amore la vera chiave interpretativa dell’opera. Un amore non soltanto fisico, ma universale, capace — come insegnava Platone — di parlare a tutte le epoche. Nel libro, infatti, oltre alla trama romanzesca, trasuda la storia: la Modica del Settecento, ancora segnata dal devastante terremoto, gli intrighi della famiglia Grimaldi e soprattutto la crescita interiore dei personaggi. Emblematica, in questo senso, la figura di donna Anna Vassallo, vedova Grimaldi, e il suo modo di vivere la maternità.

La Zizza delinea così una vera e propria scala dell’amore: da quello corporale a quello spirituale, fino a una più ampia idea di giustizia sociale.
Molto apprezzata anche l’interazione con il numeroso pubblico presente, che ha rivolto domande e curiosità alla scrittrice, contribuendo a rendere l’incontro ancora più coinvolgente. Una bella esperienza, fuori dall’ordinario, resa ancora più piacevole dai dolci preparati dalle socie di Cittàviva, con l’immancabile cioccolato di Modica a chiudere la serata nel segno della tradizione e della convivialità.