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23 maggio: la Sicilia unita nel ricordo di Capaci

La legalità si fa strada tra istituzioni, piazze, mare e cultura. Le iniziative nella giornata del ricordo

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Trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, la Sicilia si stringe attorno alla memoria del giudice Giovanni Falcone, della magistrata Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Il 23 maggio 2026 non è solo un giorno di commozione, ma un coro unanime che unisce l’isola: la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana che richiede il coraggio e l’unità di istituzioni, cittadini e nuove generazioni.

Dalle celebrazioni ufficiali a Palermo fino ai progetti sociali a Catania e agli eventi nei comuni della provincia etnea, ecco come l’isola ha reso omaggio ai suoi eroi.

A Palermo, le celebrazioni istituzionali hanno visto come protagonista il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenuto a Palazzo Jung. Il governatore ha lanciato un messaggio chiaro sulla necessità di una totale compattezza politica nella lotta a Cosa Nostra: «La mafia va combattuta sempre, mai abbassare la guardia. Il dovere delle istituzioni, ma anche di tutti i cittadini, è restare uniti. La politica non si può dividere quando si combatte la mafia, le leggi vanno fatte assieme». Sempre in mattinata, alle ore 10:00, cittadini e istituzioni si sono radunati in via Aldo Moro per una cerimonia di raccoglimento dinanzi all’effige dei magistrati Falcone e Borsellino, un momento per rinnovare l’impegno civile comune.

A Catania la memoria ha scelto la via del mare con la terza edizione di “Maregalità, storie di viaggi, eroi e legalità”, l’iniziativa promossa da Archeoclub d’Italia e Marenostrum. Una barca a vela, un tempo utilizzata dagli scafisti e oggi sequestrata alla criminalità, sta percorrendo le rotte del Mediterraneo per trasformarsi in un laboratorio di inclusione.

Ormeggiata al molo di Levante grazie al Circolo Nautico NIC e alla Guardia Costiera, la nave ha aperto le porte agli studenti delle scuole del territorio, tra cui l’ISIS Duca degli Abruzzi – Politecnico del Mare. I ragazzi hanno potuto dialogare con il magistrato e scrittore Sebastiano Ardita e con l’assessore comunale ai beni confiscati Viviana Lombardo, scoprendo la storia del riscatto di quella stessa imbarcazione, oggi al servizio dei minori in difficoltà.

Il cuore della provincia etnea ha risposto con forza, declinando la memoria attraverso l’arte, la rigenerazione urbana e la fermezza amministrativa.

A Paternò, la giornata della legalità, su iniziativa del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, si è accenderà  a partire dalle 17:00 negli spazi dell’Ex Macello. Un evento a tutto tondo che ha unito la cittadinanza e le associazioni: dopo la presentazione di un libro su GB Nicolosi, il palco è stato affidato agli studenti del Redi e alla compagnia Batarnù, che hanno messo in scena lo storico pezzo di Ciccio Busacca “Cos’è la mafia”. All’interno degli spazi culturali sono stati inoltre esposti i manufatti dei cinque laboratori artigianali studenteschi (dalla cartapesta alla stampa 3D), prima di lasciare spazio alla musica dal vivo dei Babil on suite. Il 27 maggio manifestazione in programma una manifestazione che vedrà le scuole, associazioni del terzo settore, impegnate in un  corteo con partenza dalle ore 09:00 da piazza della Regione che attraverserà le vie della città per concludersi al parco Giovanni XXIII.

Forte e pragmatico il messaggio del sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, che ha voluto richiamare la marcia della legalità condivisa con i cittadini l’anno precedente:«La legalità non si celebra solo il 23 maggio. Si pratica ogni giorno. Si pratica anche quando fare la cosa giusta è scomodo, quando amministrare significa essere un ostacolo a ciò che non appartiene alle regole e al respect dei cittadini. Noi ci siamo».

A Biancavilla il ricordo si fa pietra e spazio pubblico. L’amministrazione ha sottolineato come la legalità sia il rifiuto quotidiano di voltarsi dall’altra parte, annunciando che nei prossimi giorni la comunità si ritroverà nella nuova Piazza Falcone e Borsellino, in fase di ultimazione dopo un profondo intervento di rigenerazione urbana. Un’opera che non vuole essere una dedica formale, ma un patto generazionale impresso nel cuore della città.

A Santa Maria di Licodia si è svolta una cerimonia, stamani, presso l’effigie dei magistrati Falcone e Borsellino, in via Aldo Moro, “ricordare significa rinnovare l’impegno per la legalità, la giustizia e la lotto contro ogni forma di mafia”.

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