L’arcivescovo di Catania Mons. Luigi Renna prima che iniziasse venerdì sera l’assemblea vicariale all’interno dei locali dello Spirito Santo per parlare del futuro di Paternò, dando vita ad una sorte di cantiere dal titolo “Assieme per Paternò” ha inoltrato una missiva in cui spiegava le finalità dell’iniziativa.
“Saluto tutti i partecipanti all’assemblea e ringrazio il dottor Claudio Sammartino e quanti con lui hanno collaborato nell’Istituto Sant’Agata per Catania per la formazione all’impegno socio-politico per l’organizzazione di questo percorso di discernimento con le comunità; ringrazio il vicario foraneo don Salvatore Alì per l’opera finora compiuta e padre Salvo Magrì per quello che continueranno a fare con tutta la vicaria e con la commissione sociale di Paternò. Voglio solo ribadire a tutti questi due concetti” si legge nella missiva. Il Capo della Chiesa catenese ricorda che in occasione del Pontificale della festa di Santa Barbara aveva promesso “alla città di Paternò che la Chiesa avrebbe accompagnato il percorso che porterà questa città a me molto cara alle prossime elezioni, con un cammino fatto di formazione e di discernimento. Non si tratta di formare un partito: non è nostra competenza e ci rallegreremo se ci saranno volenterosi che avranno a cura il rinnovamento sociale e politico di questa città che ha grandi risorse culturali, economiche e morali soprattutto e può volare più in alto. La comunità ecclesiale e il vostro vescovo promuovono non la formazione di un partito, ma un percorso di formazione e di discernimento.
Il secondo concetto è proprio quello di discernimento comunitario: vogliamo che i cittadini siano consapevoli delle loro scelte e possono farlo solo se hanno a cuore i problemi del loro territorio, se sanno dare loro un nome, se sapranno individuare le vie nuove da percorrere nelle scelte politiche. I programmi non possono essere fatti a tavolino, né tantomeno con l’intelligenza artificiale, ma devono nascere da una metodologia nella quale la partecipazione sia l’anima delle scelte democratiche. In un tempo in cui la forza, le paure, le rassicurazioni che vengono dalla forza, sembrano dare alla gente di tutta Europa l’impressione di poter risolvere i gravi problemi del nostro tempo in maniera efficace, ma senza democrazia; noi, rifacendoci all’insegnamento della dottrina social della Chiesa ribadiamo l’importanza del discernimento comunitario, della condivisone di una visione dell’umanità ispirata a verità, di un percorso fatto di giustizia e di carità, della necessità di una rinnovata educazione alla politica, che riguarda ciascun cittadino. Ecco cosa vogliamo offrire come Chiesa: strumenti per fare discernimento, altezza di fini che si possono contemplare solo in una visione completa dell’umanità. Poi a voi le scelte concrete, che speriamo imparino dagli errori del passato e disegnino per Paternò un futuro degno di questa bella città” fin qui Mons. Renna