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Cronaca

Aeroporto di Catania, Regione in campo per garantire i trasferimenti dei passeggeri

Critiche al governo regionale e nazionale dal segretario regionale del PD Anthony Barbagallo: “Catania chiuso per cenere ma compagnie continuano a violare norme e governo se ne infischia”

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Di fronte all’emergenza determinata dalla chiusura dell’aeroporto “Vincenzo Bellini” di Catania Fontanarossa e al conseguente dirottamento dei voli sugli scali di Comiso, Trapani e Palermo, la Regione Siciliana ha messo in campo una risposta immediata per garantire ai passeggeri il trasferimento da e verso la città etnea.

«La presenza di viaggiatori all’interno degli scali – dice l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – è stata determinata principalmente dai ritardi accumulati dai vettori nelle partenze e non dalla mancata organizzazione dei trasferimenti terrestri da parte della Regione. I passeggeri sono stati presi in carico e trasferiti immediatamente, compatibilmente con gli orari di arrivo e partenza dei voli. In una situazione emergenziale, la Regione Siciliana ha quindi messo in campo risorse, mezzi e personale per garantire un servizio essenziale ai cittadini e ai viaggiatori, intervenendo laddove necessario per assicurare il collegamento con Catania».

L’intervento della Regione si è aggiunto a quanto hanno già messo in campo le compagnie aeree. Inoltre, il governo Schifani, preso atto che alcuni vettori non hanno provveduto direttamente a garantire il trasporto dei propri passeggeri fino alla destinazione finale, si è assunta questo onere, organizzando un articolato servizio di collegamento dagli aeroporti interessati.

In collaborazione con Trenitalia è stata significativamente incrementata l’offerta ferroviaria: 1.814 posti in più sabato 26 settembre (+58%), 800 posti aggiuntivi domenica 27 settembre (+44%) e 2.719 in più lunedì 28 settembre (+86%), per un totale di oltre 5.300 posti, con un incremento medio dell’offerta pari a circa il 63%.

A questo si è aggiunto un imponente servizio su gomma, con oltre cento pullman tra 50 e 80 posti messi a disposizione per assicurare i trasferimenti.

Critiche al governo regionale e nazionale per come viene gestita l’emergenza Fontanarossa arrivano dal Partito Democratico.  “Voli cancellati, prenotazioni pagate e perse, appuntamenti di lavoro e vacanze all’estero saltate, turisti in arrivo abbandonati e siciliani che rientrano sull’Isola senza alcun tipo di riferimento e assistenza. Ancora una volta Fontanarossa chiuso per una banale eruzione e la vita di migliaia di famiglie da 3 giorni è nuovamente stravolta. Ma dal governo – nazionale e regionale – solo chiacchiere e nessun tipo di intervento. Nonostante, appena 7 giorni fa, il governo nazionale, rispondendo in aula alla nostra interpellanza urgente, aveva fornito rassicurazione su sedicenti iniziative relative a piani operativi e sistemi di coordinamento. Non è cambiato nulla e questo non è tollerabile, nel 2026 per la Sicilia e per un aeroporto, come quello di Catania, quinto in Italia per traffico passeggeri ma ultimo per i collegamenti infrastrutturali con le altre aerostazioni siciliane come Comiso, Palermo e Trapani”.

Così Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e capogruppo Dem in commissione Trasporti alla Camera, di fronte ai nuovi e continui disagi sopportati dai passeggeri per la chiusura dello scalo etneo per l’eruzione dell’Etna.

“Il governo si era impegnato ad attivare una procedura specifica – prosegue – per evitare il ripetersi di episodi, come quelli di questa estate. Ma ancora sono ancora attuali, evidenti e specifiche le violazioni delle compagnie aeree rispetto al regolamento europeo 261/2004 che prevede l’onere di occuparsi dei passeggeri nel caso in cui, alla partenza, venga cambiato l’aeroporto di destinazione (in pratica: se un volo per Catania atterra a Palermo tocca alla compagnia trasferire i passeggeri da Palermo e Catania; ma anche per i cambiamenti in partenza). Ma il problema riguarda, complessivamente, anche l’aeroporto di Comiso dove Ita, la compagnia di stato, non effettua ancora l’accettazione dei bagagli. E dove, sempre a Comiso, continuano a non esserci servizi di assistenza adeguati al flusso di passeggeri che aumenta vertiginosamente quanto chiude Fontanarossa: Al Pio La Torre ci sono – aggiunge – passeggeri che attendono anche 40 minuti a bordo dell’aereo in attesa dei pullman. Ma in questo tempo e di fronte ai disagi né Mit né Sac, né Regione, né governo hanno trovato il tempo di sedersi attorno ad un tavolo e predisporre un piano operativo che riguardi trasporti, treni, pullman, assistenza a famiglie, anziani e persone con disabilità. Infine non è stata fornita nessuna assistenza alla popolazione interessata: né una bottiglietta d’acqua, né un panino, né servizi di trasporto pubblico adeguati con passeggeri in partenza da Catania invitati a recarsi a Trapani poche ore prima. Salvini – conclude – faccia il ministro dei Trasporti. Se non è in grado, com’è di tutta evidenza, si ritiri in Padania”.

 

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