Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai sensi dell’art. 87 comma 11 della Costituzione, ha firmato tre decreti di grazia su parere favorevole del Ministro della Giustizia. Lo rende noto il Quirinale. Uno dei tre riguarda proprio il gioielliere 66enne protagonista di uno dei casi di cronaca più controversi degli ultimi anni nel Catanese.
Guido Gianni, originario di Torino ma da oltre 30 anni residente in provincia di Catania, era stato condannato in via definitiva a 12 anni e 4 mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio. I fatti risalgono al 2008, quando tre uomini fecero irruzione nella sua gioielleria per una rapina. Ne nacque una colluttazione violenta.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Gianni dopo aver ingaggiato lo scontro con i banditi, avrebbe esploso i colpi mortali mentre i tre stavano fuggendo, centrandoli alle spalle. Morirono Davide Laudani e Sebastiano Catania, il terzo complice rimase ferito.
La difesa ha sempre sostenuto la tesi della legittima difesa, parlando di una mente “offuscata” dal terrore e dall’aggressione subita dalla moglie, presente al momento della rapina, da parte dei malviventi. I giudici disposero anche il risarcimento per le parti civili, i familiari delle vittime.
Il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale che estingue 3 anni e 2 mesi di pena, tenendo conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e del periodo di pena già espiato: 5 anni e 3 mesi. Per effetto del provvedimento, il residuo di pena da espiare scende sotto i quattro anni. Questo consentirà al Tribunale di Sorveglianza di valutare l’affidamento in prova al servizio sociale, alternativa al carcere. A non mollare mai, in questi anni, è stata la moglie Maria Angela Distefano, 66 anni. Nel 2022 aveva lanciato una petizione su Change.org per chiedere la clemenza del Presidente. “Ha difeso me, la sua vita e quella di un cliente”, aveva scritto. Oggi quella battaglia ha ottenuto un primo, fondamentale risultato.