Si sono dati appuntamento a Sferro, da questa mattina e a data da destinarsi.
Agricoltori, autotrasportatori, imprese edili, commercianti e operatori della logistica hanno dato vita a un presidio fisso sulla Statale 192, in contrada Sferro, al confine tra Paternò e Ramacca, per protestare contro l’insostenibilità dei costi energetici e del caro gasolio, aggravati dalle tensioni di mercato, dalla speculazione e dalla mancanza di riduzioni fiscali strutturali.
Una protesta che parte dalle categorie produttive ma che – spiegano gli organizzatori – vuole abbracciare il malcontento generale di tutti i cittadini per il caro vita che incombe sulle famiglie. Al presidio sono arrivate categorie da Castel di Iudica, Ramacca, Raddusa, Belpasso, Paternò, Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia. Una mobilitazione diffusa, in collegamento con altri presidi attivi in Sicilia, da Gela a Priolo.
Questa mattina a portare sostegno e solidarietà anche i sindaci di Ramacca, Rosario Gravina, e di Castel di Iudica, Ruggero Strano.

“Lotto da un anno e mezzo per le strade perché a parte il caro gasolio gli agricoltori per andare a lavorare hanno bisogno delle strade – ha detto il sindaco Strano- Questa è una battaglia che porto avanti da tempo. Noi sosteniamo le battaglie degli agricoltori: chi sono gli agricoltori? Sono i nostri antenati, sono i giovani di oggi a cui si deve dare una speranza”.
“So che la Regione per il caro gasolio ha messo a disposizione dei fondi ma mi dicono che non basta perché il caro gasolio ormai è alle stelle – ha aggiunto – ormai si lotta per la sopravvivenza e questo non è giusto. Gli agricoltori sono rimasti eroi in mezzo a campi di fotovoltaico, perché ormai l’agricoltura siciliana si è data più al fotovoltaico che all’agricoltura”.
“Come amministratore cosa posso fare? Posso dare la solidarietà, la mia firma, venire a fare una grigliata con gli agricoltori, possiamo spingere – conclude Strano- ma presto faremo una delibera di giunta per sostenere le loro tesi e per rivendicare quello che oggi rivendicano”.
Chiaro il grido degli agricoltori presenti al presidio: “Siamo oggi qui in protesta perché il settore agricolo sta vivendo un momento disastroso – spiega Marco Piemonte, uno dei manifestanti – siamo arrivati al punto di doverci fermare per sopravvivere. Non ha più senso lavorare perché ogni giorno che lavori perdi”.
Al centro delle richieste il caro gasolio e il crollo dei prezzi agricoli. “Nei trattori dobbiamo mettere 500 euro di gasolio al giorno, è insostenibile – denunciano – e soprattutto il prezzo del grano a 20 centesimi e il pane a 4 euro, non ha più senso lavorare”.
La richiesta è una sola: poter sopravvivere. “Cosa speriamo di ottenere? Di ottenere quello che abbiamo chiesto: sopravvivere, non vivere, ma sopravvivere. Andare a fare la spesa perché le nostre famiglie non possono più fare la spesa”.