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Cronaca

Paternò, caro carburante, manifestazione nella frazione di Sferro, presenti alcuni sindaci

Intanto in Sicilia, Tir e camion degli aderenti al comitato trasporto siciliano sono fermi nei porti e non scaricano le navi e nei piazzali delle ditte.

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Prosegue la manifestazione degli agricoltori nella frazione di Sferro di Paternò. Protesta che coinvolge i comuni della Piana. Oggi alla mobilitazione sono stati invitati anche i sindaci del comprensorio. In strada circa un centinaio di agricoltori con trattori e mezzi agricoli, arrivati da Castel di Iudica, Ramacca, Raddusa, Biancavilla e dagli altri comuni della zona. “Si è iniziato a muovere qualcosa, però con dell’accontentino non ci facciamo niente. Vogliamo risultati che devono cambiare la vita di tutti, perché siamo al lastrico – è lo sfogo di uno dei manifestanti – Non si può più lavorare, non si può più vivere, non si può più andare a fare la spesa. Siamo arrivati al punto che o diamo da mangiare ai bambini o li mandiamo a scuola”.

Nel mirino anche le misure annunciate dal governo regionale per il settore: “I dieci milioni di euro che danno divisi a ettaro sono briciole rispetto a quello che serve all’agricoltura”. Sulla SS 192 i manifestanti hanno “rallentato” il transito dei mezzi. I sindaci al fianco degli agricoltori Fondamentale la presenza delle istituzioni locali. Sul posto sono arrivati Valerio La Cava, assessore del Comune di Belpasso, Antonio Impellizzeri, sindaco di Catenanuova,  Rosario Gravina, sindaco di Ramacca, Ruggero Strano, sindaco di Castel di Iudica e Giuseppe Marino, sindaco di Raddusa.  Presenti anche l’ex deputato regionale 5stelle Martina Ardizzone e  il portavoce territoriale pentastellato di Paternò Salvo La Delfa.

“Condivido molto l’azione che si sta facendo in questo frangente – ha detto l’assessore La Cava di Belpasso – Perché la Sicilia tutta storicamente è sempre stata a vocazione agricola. Roma già in età repubblicana pensava alla Sicilia come al granaio di Roma, quindi una storia che è perpetua nel nostro territorio e di conseguenza la politica deve agire per portare nuovi contributi agli agricoltori”. “Coloro che potrebbero aiutare facendo arrivare la nostra voce ai vertici nazionali delle istituzioni sono i sindaci – aggiungono gli agricoltori – Poi man mano dobbiamo arrivare alla testa dell’acqua, come diciamo in siciliano”.

“Non posso portare da mangiare a casa- ha detto uno dei manifestanti residenti a Castel di Iudica- “La mia famiglia l’ha accolto benissimo, i miei figli sono qua con me. Però questa sera essendo qua a protestare a nome di tutti, per favore qualcuno che porti qualcosa a casa, perché io essendo qua non posso andare a lavorare e non posso portare da mangiare a casa”.

E poi l’appello all’unità: “Questa protesta è di tutto il popolo, oltre agli agricoltori. Il rammarico è anche delle famiglie: dice ‘io col trattore non posso venire’ ma vieni a piedi. Qua restringiamo dieci comuni e siamo cinque persone per ogni comune. Speriamo di ottenere qualcosa che ci possa far sopravvivere”.

IL sindaco di Ramacca Rosario Gravina ha espresso la propria solidarietà ai manifestanti: “Quest’oggi, insieme ai colleghi sindaci di Castel di Iudica e Raddusa, ho partecipato al sit-in di Sferro per esprimere il nostro sostegno agli agricoltori e alle loro legittime rivendicazioni. La prossima settimana porteremo in Consiglio Comunale il documento redatto dai manifestanti, affinché possa essere discusso e condiviso ufficialmente. Le istituzioni devono essere presenti, ascoltare il territorio e sostenere concretamente chi ogni giorno lavora e lotta per il futuro della nostra agricoltura”.

Il sindaco di Castel Iudica Ruggero Strano ha evidenziato che ” insieme ai colleghi sindaci di Ramacca , Raddusa e Catenanuova, siamo presenti al fianco degli agricoltori per manifestare la nostra solidarietà e sostenere le loro legittime richieste.  Il caro carburante mette in difficoltà chi lavora la terra, aumenta i costi di produzione e rischia di ripercuotersi su tutta la filiera agroalimentare, fino ad arrivare alle famiglie e ai consumatori. Difendere gli agricoltori significa difendere il nostro territorio, il lavoro, le imprese e il futuro delle nostre comunità.  Per questo la loro protesta non può essere considerata una battaglia di categoria, è una questione che riguarda tutti noi e che richiede risposte concrete da parte delle istituzioni”.

Intanto in Sicilia, Tir e camion degli aderenti al comitato trasporto siciliano sono fermi nei porti e non scaricano le navi e nei piazzali delle ditte. Uno sciopero contro il caro carburante. Alla protesta non aderiscono le imprese di Confindustria Catania che in un primo momento aveva annunciato lo sciopero dei tir dal 16 al 22 ottobre. “L’adesione è totale – dice Salvatore Bella coordinatore del comitato- In Sicilia non circolano mezzi pesanti. Non capiamo perchè il ministro Salvini abbia convocato le sigle che non scioperano lasciando fuori dal confronto quelle che scioperano. E’ inaudito lasciare fuori gli autotrasportatori siciliani”. Da ieri notte, a Gela (Caltanissetta), al presidio allestito dagli agricoltori per protestare sui prezzi dei carburanti, sono fermi anche decine di tir e camion.  Gli autotrasportatori che hanno fermato i loro mezzi lungo la rotonda stradale di ingresso a Gela dicono di non riuscire più a sostenere i rincari, “Ottomila euro in più all’anno per ogni veicolo che percorre 100 mila chilometri e un prezzo del gasolio salito a oltre 2,16 euro al litro, con un rincaro di 0,35 euro rispetto a febbraio”, dicono. Questa mattina, un nuovo corteo di mezzi agricoli e trattori ha percorso un tratto della strada statale Gela-Catania.

 

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