Impianti sportivi non agibili, palestre insufficienti, associazioni costrette a fare i conti con spazi limitati e nessuna programmazione certa. È l’allarme lanciato dal Circolo del Partito Democratico e dall’Associazione Controcorrente – Faro 90 di Paternò che hanno inviato un documento alla Commissione Straordinaria che amministra il Comune.
Un intervento che parte da un principio chiaro: lo sport è un servizio per la comunità, non un lusso. Strumento di salute, educazione e inclusione, soprattutto per bambini e giovani, non può dipendere dalla possibilità di spostarsi fuori città.
Secondo le verifiche effettuate dai due gruppi, a Paternò tre campi da calcio cittadini risulterebbero attualmente non agibili. Una situazione che richiede – si legge nel documento – una risposta amministrativa concreta, con tempi, procedure e risorse chiare.
Non va meglio sul fronte delle palestre. La disponibilità limitata di spazi sta mettendo in difficoltà le società sportive, tra allenamenti, settore giovanile e gare ufficiali. E la sola struttura di via Bologna, sottolineano PD e Controcorrente, non può essere considerata una risposta sufficiente per tutta la città.
Nel documento un passaggio anche sulla vicenda del velodromo demolito e sulla realizzazione della pista di atletica: due casi che impongono, secondo i firmatari, una riflessione su cosa significhi davvero programmare lo sport: non basta costruire, bisogna garantire fruibilità, gestione e manutenzione nel tempo.
Capitolo a parte per le piste ciclabili. La mobilità sostenibile è un obiettivo importante, scrivono, ma l’infrastruttura da sola non basta. Servono percorsi sicuri, funzionali, collegati a destinazioni utili e accompagnati da educazione stradale e sensibilizzazione. Non una questione ideologica, ma di progettazione complessiva. PD e Controcorrente, nel documento, presentano un percorso concreto e verificabile, articolato in 6 punti:
Ricognizione aggiornata di tutti gli impianti comunali e delle palestre scolastiche, con stato di agibilità e criticità; Quadro delle priorità per il recupero dei tre campi non agibili, con procedure, risorse e tempi stimati; Criteri pubblici e oggettivi per l’assegnazione degli spazi, tenendo conto di attività giovanili, scuole e campionati ufficiali; Calendario trasparente delle disponibilità e modalità di richiesta chiare; Programmazione della manutenzione ordinaria e straordinaria; Verifica periodica con aggiornamenti pubblici.
“Le difficoltà non si affrontano con soluzioni temporanee – concludono PD e Controcorrente – Faro 90 – Quando le strutture non sono utilizzabili a pagarne il prezzo sono soprattutto i giovani, le famiglie e le realtà sportive che svolgono un ruolo educativo e sociale. Serve trasparenza, assenza di favoritismi e criteri uguali per tutti”.