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Cronaca

Paternò, al via il 12 novembre gli scavi archeologici sulla Collina storica

Il cantiere, che durerà fino a febbraio 2027, è reso possibile da un finanziamento di 100mila euro dell’Assemblea Regionale Siciliana e da una convenzione firmata tra Soprintendenza Beni Culturali di Catania, che avrà la conduzione scientifica, Comune di Paternò e Archeoclub d’Italia- Sezione Ibla Major

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foto GIUSEPPE BARBAGIOVANNI

Data storica per Paternò: il 12 novembre 2026 prenderanno il via gli scavi archeologici sull’Acropoli, sulla collina storica davanti, probabilmente,  l’ex Convento dei Cappuccini.

Un ritorno atteso da decenni per riportare alla luce l’antica Hybla Major. Il cantiere, che durerà fino a febbraio 2027, è reso possibile da un finanziamento di 100mila euro dell’Assemblea Regionale Siciliana e da una convenzione firmata tra Soprintendenza Beni Culturali di Catania, che avrà la conduzione scientifica, Comune di Paternò e Archeoclub d’Italia- Sezione Ibla Major.

L’area, come indicato nell’atto comunale, ha già restituito in passato situazioni che «potenzialmente potrebbero ancora fornire ulteriori dati di interesse scientifico utili alla ricerca storica, archeologica, archivistica, etnoantropologica e naturalistica».

Gli scavi attraverseranno due ricorrenze simbolo: il 4 dicembre, festa di Santa Barbara, patrona di Paternò, e il 5 febbraio, festa di Sant’Agata, patrona di Catania. Due figure femminili al centro di un percorso di ricerca che vuole riavvicinare le storie di Hybla e Catina, fino al ricordo di Iulia Florentina, figura tardo-antica legata al territorio.

«Scavare sull’Acropoli significa interrogare le radici della città – spiega l’Archeoclub Ibla Major – ricercando nella terra le tracce delle trasformazioni culturali e religiose che hanno costruito l’identità del territorio etneo».

«Ogni testimonianza può aggiungere una pagina alla storia di Hybla Major. La nostra ambizione è che questa ricerca diventi patrimonio condiviso», sottolinea il presidente della Sezione, Angelo Perri.

«Collaborazione che diventa progetto concreto» ha detto anche Francesco Finocchiaro, Coordinatore regionale per la Sicilia dell’Archeoclub d’Italia:

«Non si tratta soltanto dell’inizio di una campagna di indagini, ma di un passaggio significativo. Un risultato che dimostra come la collaborazione tra soggetti diversi, nel rispetto delle rispettive competenze, possa tradurre una visione culturale condivisa in un progetto concreto».«L’avvio degli scavi non costituisce un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione di ricerca. Paternò custodisce una straordinaria stratificazione di memorie. La ricerca archeologica ci offre l’opportunità di interrogare queste stratificazioni con gli strumenti della scienza, superando suggestioni non documentate. Una città che conosce la propria storia dispone di strumenti più solidi per immaginare il proprio futuro».

I ringraziamenti, all’unanimità, di Archeoclub e Coordinamento regionale vanno “al presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, al deputato nazionale Francesco Ciancitto, all’assessore regionale i Beni Culturali Francesco Paolo Scarpinato e al capo di Gabinetto Alberto Cardillo.

Fondamentale il ruolo della Soprintendenza di Catania: il Soprintendente Maurizio Auteri, il RUP Carmelo Salanitro, l’archeologa Michela Ursino e l’architetto Salvo Girianni. Ringraziamenti alla Commissione Straordinaria del Comune di Paternò (Santi Giuffrè, Rosanna Mallemi e Gaetano D’Erba), al dirigente Cultura Enzo Pedalino, alla dirigente del Liceo De Sanctis Santa Di Mauro e agli studiosi Cristina Soraci (Università di Catania) e Massimo Cultraro (CNR)”. L’auspicio, conclude Perri, è che «la storia di Hybla Major non appartenga solo al passato: continua a vivere nella città che oggi ne custodisce la memoria».

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