Momento cruciale per la candidatura delle celebrazioni di Sant’Agata a Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. A sostenerla a Catania è arrivato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
«So quanto è importante la candidatura delle celebrazioni di Sant’Agata – ha detto Giuli – e senza nulla togliere ad altri luoghi della Sicilia e d’Italia, ritengo che solo a Catania una candidatura simile possa essere posta all’attenzione dell’UNESCO, per ciò che rappresenta Sant’Agata dal punto di vista storico per la città, per la Sicilia intera e per tutta la comunità del Mediterraneo, verso la quale l’UNESCO ha uno sguardo molto attento».
Per il Ministro, la figura della Patrona va ben oltre la devozione confessionale cittadina: «Proprio per la sua importanza storica, così risalente nel tempo e diffusa nel bacino del Mediterraneo, rappresenta una potenziale ottima candidatura. Sono quei giorni in cui essere Ministro della Cultura dà un orgoglio più grande che mai».
Soddisfazione espressa dal sindaco Enrico Trantino, che ha legato il percorso UNESCO al fermento culturale e urbanistico che sta vivendo la città. Tra il richiamo al valore della Diocesi e al patrimonio barocco, Trantino ha indicato la visione di una Catania antica che guarda avanti, pronta ad aprirsi all’arte contemporanea con progetti come il nuovo museo all’ex terrazza CISL, senza mai perdere il legame con la tradizione agatina.Un’energia del territorio – ha sottolineato il primo cittadino – che alla presenza del titolare del Collegio Romano assume un valore ancora più esaltante per il futuro e per il rilancio culturale del capoluogo etneo.