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Cronaca

Paternò, un progetto co-housing per superare l’emergenza abitativa per migranti e paternesi in difficoltà

A proporlo l’associazione Penelope e il Polo Sociale “Polifemo” che chiedono alla Commissione Prefettizia di aderire all’avviso della Regione per accedere a finanziamenti per la ristrutturazione e ri-funzionalizzazione di edifici pubblici

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Un’occasione unica per superare in modo stabile e strutturale l’emergenza abitativa che a Paternò da decenni interessa centinaia di migranti che vivono in insediamenti informali e alloggi di fortuna.  Quella che l’associazione Penelope e il Polo Sociale Integrato “Polifemo” chiedono alla Commissione Prefettizia di Paternò di cogliere, presentando un progetto di co-housing sociale stabile. L’opportunità arriva dall’avviso emanato dalla Regione Siciliana a valere sui fondi PR FESR 2021-2027, Azione 4.7.1 b). L’avviso permette ai Comuni di accedere a finanziamenti specifici per la ristrutturazione e ri-funzionalizzazione di edifici pubblici da destinare a housing e co-housing sociale per singoli e famiglie senza dimora, in povertà estrema e vittime di emarginazione sociale.

Per Penelope e Polifemo, si tratterebbe di dare corpo a una scelta ormai “irreversibile”: quella di superare la grave e cronica condizione di marginalizzazione abitativa che da decenni interessa centinaia di migranti che vivono in condizioni igieniche intollerabili e vittime di sfruttamento e caporalato. Una scelta già sancita dall’istituzione, da parte della Prefettura di Catania, di un Tavolo Permanente che proprio in questi giorni sta allestendo, in spazi individuati dalla Commissione Prefettizia, una prima area di accoglienza protetta per almeno 50 lavoratori stagionali in vista della stagione agrumicola. Un primo passo che- sottolineano le associazioni-è la risposta concreta all’emersione degli ultimi due anni, con le denunce di decine di giovani lavoratori che hanno disvelato, anche sul piano giudiziario, le connessioni tra condizioni abitative e sfruttamento lavorativo: escludere i migranti dal mercato degli affitti, obbligandoli a occupare ruderi, li rende più fragili e ricattabili nelle mani dei caporali.

Con una nota inviata alla Commissione Prefettizia, e per conoscenza al Prefetto e al Servizio 3 del Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, Penelope ha segnalato tre immobili che risponderebbero ai requisiti dell’avviso e recuperabili per finalità sociali, proponendo di utilizzarli non solo per i lavoratori migranti ma anche per paternesi in povertà estrema e senza fissa dimora, in un’ottica di integrazione e convivenza:

1. Il COM (Centro Operativo Misto) di viale Kennedy, nella disponibilità diretta del Comune e recuperabile con impegno contenuto;

2. I locali dell’IPAB Salvatore Bellia di via Collegio, la cui Direzione si è detta interessata al recupero per co-housing;

3. L’ex Albergo Sicilia, di proprietà della Città Metropolitana di Catania, che a più riprese si è detta disponibile a metterlo a disposizione del Comune. Una soluzione che unirebbe al valore sociale “un non trascurabile valore simbolico nel trasformare un luogo, simbolo del degrado e dello sfruttamento dei migranti, in un avamposto di liberazione”.

L’associazione, attraverso il team antitratta e il team socio-legale del Polo Sociale Integrato Polifemo, ha rinnovato la piena disponibilità – già attiva per il sito provvisorio di via Giovanni Verga – a supportare la Commissione nella co-progettazione, nell’individuazione dei destinatari e nei percorsi di emersione, tutela e integrazione sociale.

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