«Dio vede e provvede». Una frase apparentemente innocua, viene ritenuta una intimidazione bella e buona. A fare la differenza è il contesto. E su questo punto il sindaco di Adrano Fabio Mancuso non vuole fare sconti a nessuno ritenendo di essere stato gravemente insultato e minacciato durante una diretta sui suoi canali social. L’autore della frase incriminata sarebbe un operatore ecologico che l’avrebbe scritta sempre sulla piattaforma social.
«Non mi faccio intimidire da nessuno», sottolinea Mancuso per poi aggiungere, in una nota stampa, che la frase “in un certo clima tristemente noto ad Adrano, assume il contorno inquietante di un’intimidazione neanche troppo velata”.
E ancora Mancuso ribadisce un concetto già espresso in altre occasioni: “non permetterò a nessuno di pensare che Adrano sia ancora terreno di minacce o di avvertimenti o che le Istituzioni si lasciano intimidire”. Da qui anche una stoccata politica.
“A rendere ancora più torbida la vicenda è stato il messaggio carico di sottintesi minacciosi prontamente raccolti, dalla solita voce dissonante, addirittura una consigliera comunale, che puntualmente alimenta l’odio verso la città e dai soliti sciacalli della politica locale”.
Fanno quadrato attorno a Mancuso, il presidente del Consiglio comunale Carmelo Pellegriti, il Movimento per l’Autonomia e la Giunta comunale.
Sono “minacce inaccettabili – commenta Pellegriti – mentre il primo cittadino è impegnato a gestire le criticità di un’allerta meteo per la tutela dell’incolumità dei cittadini, si assiste a tentativi intimidatori che superano il limite del vivere civile”. “Un atto gravissimo che supera il confine della critica per sfociare nell’intimidazione. Ancora più deplorevole è constatare come tale deriva sia stata immediatamente cavalcata dai “soliti odiatori” e da qualche sedicente politico locale”, sottolineano gli assessori di Mancuso. “Il MpA non arretra di un millimetro e si schiera con forza accanto del Sindaco Fabio Mancuso – scrivono dal partito del primo cittadino – le minacce riportate su Facebook sono la prova di un clima che non intendiamo tollerare”.