Inaugurata ad Adrano all’interno del “Giardino della Vittoria” la statua sui “Braccianti Agricoli. Orgoglio Adranita”, un’opera dedicata alla memoria e al contributo dei braccianti agricoli nella storia e nell’identità di Adrano. E’ raffigurato un uomo di bronzo, con le mani grandi e la schiena di chi la terra la conosce davvero. L’inaugurazione, inizialmente prevista per il 16 marzo, era stata posticipata a causa delle avverse condizioni metereologiche.
“La statua rappresenta una testimonianza di tutte le generazioni di braccianti che, con il loro impegno, hanno contribuito allo sviluppo e alla crescita di Adrano. Essa, inoltre, deve rappresentare un monito ed un incoraggiamento, soprattutto, per i giovani ad operare con responsabilità e comprendere la funzione non solo economica ma anche sociale del lavoro” dicono dal comune adranita.

L’opera è stata scoperta alla presenza del Vescovo di Nicosia, Mons. Giuseppe Schillaci, dei rappresentanti dell’associazionismo, delle istituzioni civili e militari e di una numerosa delegazione in rappresentanza delle varie associazioni sindacali di categoria. Hanno parlato il Presidente del Consiglio Comunale e il Vicesindaco. Ha benedetto la statua Monsignor Giuseppe Schillaci, Vescovo di Nicosia, che ha ricordato come nel lavoro del bracciante ci sia un’umanità in cui il mondo di oggi, smarrito, dovrebbe tornare a riconoscersi.
E ha parlato il Sindaco Fabio Mancuso. Ha ricordato che “questa statua nasce da una ferita: dai tre concittadini che dal lavoro nei campi non sono più tornati a casa” Ha detto che in ogni casa di Adrano c’è “un bracciante- un nonno, un padre, uno zio- e che di questo bisogna essere fieri”.
Ha parlato di “onestà quella vera, silenziosa, che non ha bisogno di essere raccontata perché è scritta nelle mani e nella vita di chi lavora la terra. Un giorno qualcuno passerà di qui, vedrà quest’uomo di bronzo e chiederà chi è. E gli verrà risposto: è la statua del sentimento. Ed è esattamente quello che è- ha proseguito Mancuso- Non è una statua del lavoro. Non è una statua della fatica. È la statua di tutto quello che ci sta dentro, il rispetto, la memoria, il sangue, la gratitudine, il dolore di chi non è tornato e l’orgoglio di chi ancora si alza all’alba. Tutto insieme. Tutto in un uomo solo che adesso sta lì, fermo, a guardarci. Adesso il Bracciante sta lì. Per restare. Perché Adrano, passandoci davanti, si ricordi, sempre con orgoglio, chi è e da dove viene” ha concluso Mancuso.