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Associazionismo

Bronte, i giovani e i pericoli della rete: i consigli dell’Arma alle quinte elementari

Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Spedalieri-Castiglione hanno incontrato i Carabinieri per parlare, non solo, di bullismo e cyberbullismo, ma anche di ulteriori minacce del web

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Riprendono gli incontri tenuti dall’Arma dei Carabinieri, in sinergia con il Ministero dell’Istruzione, volti a pro­muo­ve­re azio­ni con­cre­te e consapevoli, a tutela dei minori dai pericoli della rete, e accrescere in loro la cultura della legalità.

Nei giorni scorsi, gli alunni delle classi quinte dell’Istituto Comprensivo Spedalieri-Castiglione di Bronte, hanno incontrato i militari dell’Arma, per parlare, non solo, di bullismo e cyber bullismo, ma anche di ulteriori minacce del web: dal sexting, anticamera del revengeporn, al furto d’identità; dal grooming o adescamento on-line, alle deep fake: l’uso dell’Intelligenza Artificiale su immagini, video, audio, per creare contenuti che sembrano veri ma non lo sono; dalle fake news, da intendere come quelle che circolano sulle chat, e che in un attimo possono alimentare liti e scontri violenti; dai virus come i malware, i ransomware che talvolta possono celarsi nello spam, la posta indesiderata; alle innumerevoli tipologie di truffa: dallo scam, al phishing allo spoofing.

Le maestre e la dirigente scolastica hanno accolto i militari dell’Arma presso i plessi Spedalieri e Marconi dell’Istituto, sottolineando agli studenti l’importanza del rispetto reciproco, della consapevolezza delle potenzialità insite nelle nuove tecnologie, e di segnalare subito agli adulti situazioni di pericolo.

Il comandante della compagnia carabinieri di Randazzo, Capitano Luca D’Ambrosio, ha messo a fuoco i rischi della rete per i piccoli internauti, con le possibili conseguenze, sul piano civile e penale, legate ad un uso inappropriato dello strumento informatico, ma hanno anche evidenziato qualisono gli strumenti a loro tutela,soprattutto in un contesto, quello odierno, in continua evoluzione.

Illustrato anche il quadro normativo di riferimento: infatti  oltre a dare una definizione di bullismo e cyberbullismo, sono stati posti gli obblighi di interventi in capo al personale scolastico, stabiliscono la possibilità per la vittima di cyberbullismo di segnalare l’abuso ai gestori delle piattaforme e, in caso di loro inerzia, di inviare una richiesta specifica al Garante della Privacy e della Protezione dei Dati Personali; fissano nel 20 gennaio la “Giornata del rispetto” e promuove l’attuazione di un patto educativo e di corresponsabilità insegnanti – genitori.

Numerose le riflessioni suscitate negli alunni. Oltre a rispondere alle domande, i Carabinieri hanno evidenziato l’importanza della “chiamata all’azione”: non rimanere a guardare, ma agire. Hanno quindi esposto le strategie da attuare di fronte al cyberbullismo e agli altri rischi connessi nel mondo virtuale: chiedere l’aiuto ad un adulto fidato, che sia un genitore, un insegnante, uno psicologo, ma anche un carabiniere, aiutare la vittima a sottrarsi alla situazione e accoglierla nel proprio gruppo; stabilire coi propri genitori- o chi ne fa le veci, regole sull’uso dei dispositivi (orari, siti sicuri).

 

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