Connect with us

agricoltura

Catania, agrumicoltura, vertice europeo dei quattro maggiori Paesi produttori

I produttori di agrumi di Italia, Francia, Spagna e Portogallo, si sono ritrovati nella sede di Confagricoltura Catania, per una riunione del “Gruppo di contatto agrumi” del Comitato misto ortofrutta dei quattro Stati europei

Pubblicato

il

Incontro transnazionale a Catania, per parlare di agrumicoltura. I quattro maggiori Paesi produttori di agrumi: Italia, Francia, Spagna e Portogallo, si sono ritrovati nella sede di Confagricoltura Catania, per una riunione del “Gruppo di contatto agrumi” del Comitato misto ortofrutta dei quattro Stati europei.

L’agrumicoltura europea conta su circa 520mila ettari coltivati e una produzione che supera i 10,5milioni di tonnellate annue (FAO, 2023).

Per i delegati arrivati nel territorio etneo si è trattato di una due giorni, tra visite nelle aziende della provincia e confronti tra le diverse esperienze dei singoli Paesi, guardando alla situazione attuale e pianificando le sfide del prossimo futuro.

Clou degli eventi l’incontro, coordinato da Mauro Quadri, direttore dell’Ufficio Politiche internazionali e dell’Unione Europea del Ministero dell’Agricoltura italiano, tenutosi nella sede di Confagricoltura Catania, per parlare delle problematiche fitosanitarie che investono il settore; ed ancora, dell’iter legislativo per arrivare alla revisione del Regolamento dell’UE 1107/2009; dello stato di attuazione degli obiettivi della “Dichiarazione di Bastia” e chiudere con l’analisi della campagna agrumicola 2024-2025 e le previsioni per la 2025-2026.

Ad aprire i lavori il presidente di Confagricoltura Catania, Giosué Arcoria; presente anche il presidente regionale dell’Organizzazione di categoria, Rosario Marchese Ragona. All’appuntamento erano presenti, tra gli altri: Vincenzo Falconi, di Italia ortofrutta; Francesco De Leo, di Confcooperative; Mario Schiano, per Ismea. Presenti anche diversi rappresentanti di Consorzi di tutela, organizzazione agricole, Fruitimprese e Unaproa.

Per quanto riguarda i problemi legati alle fitopatie del settore agrumicolo, la relazione, per l’Italia, è stata affidata alla docente Alessandra Gentile, del Dipartimento di Agricoltura, alimentazione e ambiente dell’Università di Catania. Tutti gli Stati si sono dimostrati concordi nel ritenere il rischio più grande per la produzione agrumicola dell’intera Europa la presenza del batterio, Huanglonbing (HBL) o “malattia del ramo giallo”. Al momento non ci sono cure efficaci per contrastare quello che è stato definito “il killer degli agrumi”.

L’Hbl diffuso in Africa, Asia e America, non è ancora arrivato in Europa come patologia della pianta, è già stato trovato, invece, l’insetto vettore del batterio (la sua presenza è al momento limitata al Portogallo) che determina la malattia.

In assenza di armi sanitarie, l’unico modo per contrastare l’arrivo e la diffusione della patologia è la prevenzione, controllando la presenza dell’insetto vettore, limitandone il propagarsi negli altri Paesi.

Per quanto riguarda l’iter legislativo per la revisione del Regolamento UE 1107/2009, dal Ministero è stato specificato che la proposta di revisione è stata inserita nel pacchetto “Omnibus”, presentato lo scorso dicembre. Tra gli obiettivi che si vogliono raggiungere: un processo decisionale più rapido e semplice, controlli più efficaci, risparmi per le imprese e le Amministrazioni.

Relativamente alla Dichiarazione di Bastia (città della Corsica), che ha ospitato lo scorso anno il “Gruppo di contatto agrumi” e al termine del quale è stato redatta una Dichiarazione presentata all’UE, si è confermato quanto già deciso, sottolineando in particolare “la necessità di controllare le importazioni di agrumi da Paesi terzi che spesso non rispettano i rigorosi standard fitosanitari e ambientali dell’UE”, riferendosi in particolare all’ingresso di parassiti e l’utilizzo di principi attivi vietati.

Durante l’incontro si è parlato poi di “Mercosur”. Si è dibattuto approfonditamente in particolare sulla necessità di condividere un documento, appendice alla Dichiarazione di Bastia, dove si evidenzia come per il settore agrumicolo l’accordo UE-Mercosur è una minaccia per l’aumento delle importazioni dai Paesi del Sud-America.

Infine per quanto riguarda la campagna agrumicola passata e quella attuale, la fotografia è positiva, nonostante le difficoltà affrontate, soprattutto in Sicilia, la prima regione in Italia per produzione di agrumi, a causa della siccità e dei cambiamenti climatici.

 

 

Articoli di tendenza

Testata giornalistica online Registrazione Tribunale di Catania al n. 2/2023 del 16/03/23 RG n.1487/2023
Proprietario/Editore: Associazione Aitna Press, via G.B. Nicolosi n.12 Paternò. Pec: aitnapress@pec.it - Direttore Responsabile: Dott. Luca Crispi tessera ODG n. 168347