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Chiesa

Catania, nuovo simulacro di Sant’Agata nella parrocchia “Cristo Re”

La Parrocchia ha voluto cosi rendere omaggio alla Patrona con un gesto di profonda devozione. Il simulacro è frutto della consolidata sinergia tra lo scultore Pier Manuel Cartalemi di Paternò e il pittore Giuseppe Giuffrida di Mascalucia

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Con l’ingresso del nuovo anno, per i catanesi nati e residenti all’ombra dell’Etna – così come per quelli sparsi nel mondo – la festa di Sant’Agata rappresenta da sempre un momento di forte richiamo identitario, capace di unire fede, tradizione e appartenenza.

Il 2026, appena iniziato, offrirà però un motivo di festa in più non solo ai catanesi, ma all’intera comunità cattolica della provincia. L’Arcidiocesi di Catania ha infatti dato ufficialmente avvio al “Giubileo agatino”, in occasione del nono centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli a Catania. Un evento di straordinaria rilevanza spirituale e storica, destinato a segnare profondamente l’anno appena cominciato.

La città di Vincenzo Bellini, celebre nel mondo per il suo illustre cigno ma ancor più per la sua giovane martire, si prepara così a vivere un tempo di intensa partecipazione e solennità. In tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi sono previsti momenti celebrativi e iniziative speciali che accoglieranno le reliquie della santa; tra questi, uno in particolare si distingue per il valore artistico e devozionale che lo accompagna.

Ieri mattina al richiamo dei fedeli parrocchiani della comunità di Cristo Re, in preparazione alla visita delle Sacre Reliquie di Sant’Agata, dopo la messa mattutina è stato dato inizio solennemente al Triduo. Ma questo primo giorno è stato segnato da un evento speciale la presentazione ufficiale del nuovo simulacro di Sant’Agata.

Protagonisti di questo progetto sono due artisti dell’hinterland etneo che, con le loro mani, hanno dato forma a un’opera unica pensata appositamente per l’evento giubilare. La Parrocchia di Cristo Re, nel cuore di corso Italia a Catania, ha voluto rendere omaggio alla Patrona con un gesto di profonda devozione: la realizzazione di un nuovo simulacro di Sant’Agata. L’opera, destinata ad arricchire il patrimonio spirituale della comunità, nasce dalla ferma volontà del parroco don Roberto Catalano e dell’accolito Carmelo Rizzo, desiderosi di offrire ai fedeli una nuova immagine sulla quale posare lo sguardo e la preghiera in questo anno straordinario.

Il simulacro è frutto della consolidata sinergia tra lo scultore Pier Manuel Cartalemi di Paternò e il pittore Giuseppe Giuffrida di Mascalucia. Una collaborazione che ha già prodotto opere di grande pregio e che trova in questa effigie un’espressione di altissimo livello artistico. Realizzata in cartapesta resinata, la statua si distingue per la raffinatezza tecnica dei dettagli: la palma è in ottone cesellato, mentre la decorazione pittorica, eseguita a olio e foglia d’argento, presenta una palette cromatica dominata dal rosso e dall’oro della dalmatica, sovrapposta a una tunica verde.

La vera novità dell’opera risiede nella sua originale scelta iconografica: una Sant’Agata giovanissima, colta nel fiore dell’adolescenza ma vestita della dalmatica, il paramento proprio dei diaconi. Non si tratta di un richiamo storico, bensì del cuore di un messaggio spirituale profondo. La dalmatica identifica Agata come autentica servitrice di Dio, rendendola tramite vivente tra il divino e la comunità.

Rappresentarla con i paramenti diaconali significa sottolineare come il suo rapporto con Dio non sia mai stato disgiunto dall’impegno verso il popolo. In questa veste, la Santa diventa modello di una fede che si traduce in servizio, cura e dono di sé, ricordando ai fedeli che purezza e devozione trovano la loro massima espressione nel farsi strumenti nelle mani di Dio per il bene degli altri.

Accanto alla dalmatica emergono i simboli iconografici più noti del martirio agatino: i seni recisi, la palma del martirio e lo storico velo che le cinge il capo. Tutti elementi che convivono armoniosamente in un’immagine capace di celebrare, insieme, la dedizione ministeriale e la vittoria finale sul martirio. Un’opera destinata a rimanere come testimonianza tangibile di questo importante centenario, offrendo una visione di Sant’Agata che parla di coraggio, sacrificio e, soprattutto, di un amore che si fa servizio instancabile.

La moderna e suggestiva chiesa di Cristo Re ospita al suo interno anche un murale di grande pregio realizzato dal maestro Archimede Cirinnà. Per lo scultore Pier Manuel Cartalemi è motivo di particolare onore vedere la propria opera accostata a un lavoro pittorico di tale rilevanza, firmato dallo stesso artista che ha impreziosito il santuario della Madonna della Consolazione di Paternò, conferendo ulteriore valore artistico e simbolico all’intero contesto.

 

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