Connect with us

Cronaca

Catania, oggi 42° anniversario assassinio del giornalista Pippo Fava, ucciso dalla mafia

Assostampa Sicilia e la sezione provinciale di Catania ricordano Fava “come esempio di giornalismo libero, rigoroso e coraggioso, capace di raccontare i rapporti tra mafia, affari e potere”

Pubblicato

il

Ricorre oggi il 42° anniversario dell’assassinio di Pippo Fava, giornalista, scrittore e fondatore de “I Siciliani”, ucciso dalla mafia a Catania la sera del 5 gennaio 1984. Assostampa Sicilia e la sezione provinciale di Catania ricordano Fava “come esempio di giornalismo libero, rigoroso e coraggioso, capace di raccontare i rapporti tra mafia, affari e potere”. “La sua attività resta una lezione sempre attuale per le nuove generazioni di giornalisti”, sottolinea la segreteria regionale.

Una delegazione del sindacato unitario dei giornalisti, guidata dal vicesegretario regionale, Filippo Romeo, e dalla segretaria provinciale di Catania, Francesca Aglieri Rinella, ha partecipato alla commemorazione davanti alla lapide che ricorda l’omicidio, lì dove il giornalista venne ucciso.. Dopo lunghe e tormentate indagini, la vicenda giudiziaria per il delitto si è conclusa nel 2003, quando l’ultimo processo è arrivato in Cassazione. I giudici della Suprema corte hanno condannato il boss Nitto Santapaola e Aldo Ercolano all’ergastolo e Maurizio Avola a sette anni patteggiati. “Tutta l’attività di Pippo Fava resta come esempio di grande giornalismo, una lezione per tutti giovani e meno giovani a cui deve guardare chi fa questo mestiere” – commenta la segreteria di Assostampa Sicilia.

“Sono convinto che anche l’anniversario di Pippo Fava, come quasi tutti gli altri incrociati in questi anni, abbia finito per assumere, purtroppo, nonostante le buone intenzioni di tutti, di chi vi ha lavorato, una sua dimensione liturgica. Quando ho sentito il peso di questo approccio ripetitivo, commemorativo, nel ricordo dei nostri morti, mi sono allontanato da tutte queste ricorrenze.

Non vado più a Palermo il 19 luglio, il 23 maggio… C’è una ritualità che fa a pugni con la realtà. Una ritualità che ci vuole risolti e assolti, tutti: ma c’è anche una realtà che ci dice, per esempio, che sul 19 luglio siamo in alto mare, con un depistaggio infinito, una strage irrisolta”. Lo dice Claudio Fava, figlio di Giuseppe.

Alla domanda se ritenga che la verità sull’omicidio del padre sia venuta per intero a galla, il figlio risponde: “Assolutamente no. E questa è una cosa che sappiamo tutti” dice Claudio Fava.

“La memoria deve essere coltivata per cambiare il nostro presente, altrimenti si trasforma in liturgia. Spesso, per di più, ipocrita. Ricordare la vicenda umana e professionale di Pippo Fava significa osservare Catania e la Sicilia tutta per contrastare i tanti luoghi d’ombra in cui, ancora oggi, politica, mafie e affari si incontrano. E lo testimonia, purtroppo, l’elevato numero di comuni sciolti per mafia. Un dato che deve indurre tutti ad incremento di riflessione in particolare sulle zone degradate che subiscono la fascinazione di cosa nostra. Per questo occorre dare risorse e strumenti a chi, giornalmente, nei quartieri più difficili lavora per sottrarre ad un destino segnato ragazzi poco più che bambini. Siamo certi che sia questo il modo corretto per onorare la vita di Pippo Fava”.

Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, ricordando Pippo Fava. “Quest’ultimo rappresenta ancora oggi – aggiunge Giuseppe Pappalardo, segretario della federazione provinciale di Catania – una figura centrale della memoria civile del nostro Paese. Il suo lavoro giornalistico e il suo impegno culturale continuano ad essere un riferimento fondamentale per chi crede in un’informazione libera, nella giustizia sociale e nella lotta senza compromessi contro ogni forma di criminalità organizzata”.

 

 

Articoli di tendenza

Testata giornalistica online Registrazione Tribunale di Catania al n. 2/2023 del 16/03/23 RG n.1487/2023
Proprietario/Editore: Associazione Aitna Press, via G.B. Nicolosi n.12 Paternò. Pec: aitnapress@pec.it - Direttore Responsabile: Dott. Luca Crispi tessera ODG n. 168347