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Cronaca

Catania, operazione antidroga “Safe Zone 2”, colpito il gruppo di fornitori di droga

Sei persone rispettivamente di 51,32,27, 20 e due 40enni sono finite in carcere, mentre altre due rispettivamente di 23 e 21 anni sono state raggiunte dall’obbligo di dimora nel comune di Catania

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All’alba di oggi, a Catania, è scattata l’operazione antidroga “Safe Zone 2”con la Polizia di Stato che ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura etnea. Sei persone rispettivamente di 51,32,27, 20 e due 40enni sono finite in carcere, mentre altre due rispettivamente di 23 e 21 anni sono state raggiunte dall’obbligo di dimora nel comune di Catania, con la prescrizione di permanere presso il proprio domicilio dalle 20 alle 6.00 del giorno successivo. Tutte sono accusate di spaccio di stupefacenti.

Gli agenti della Squadra Mobile di Catania, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, supportati da unità cinofile e dal Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, hanno eseguito perquisizioni nei luoghi riconducibili agli indagati, ritenuti essere i fornitori della piazza di spaccio del quartiere San Berillo nel capoluogo etneo, gestita dai numerosi cittadini stranieri arrestati il mese scorso nell’ambito della prima operazione “Safe Zone”.

Le indagini  si sono articolate, negli ultimi mesi del 2024,  mediante il costante   monitoraggio, attraverso sistemi di videoregistrazione,  di una zona del quartiere “San Berillo Vecchio”, consentendo di documentare l’operatività di una piazza di spaccio e di ricostruire la fase dello spaccio, gestita principalmente da un gruppo di soggetti extracomunitari di origini africane, nei cui confronti, lo scorso mese di dicembre, è stata già disposta ed eseguita un’altra ordinanza di custodia cautelare e al contempo di ampliare lo scenario investigativo ed, in particolare, di verificare come vi fosse un modus operandi ormai consolidato.

Ossia l’acquirente era accompagnato o indirizzato, in punti ben precisi del quartiere dove poi avveniva la contrattazione fino alla definitiva cessione dello stupefacente – del tipo cocaina, crack, marijuana e hashish – nascosto in vari luoghi del quartiere, quali fessure dei muri, bidoni dei rifiuti o  tombini. Indagini che hanno consentito di individuare l’esistenza di un secondo livello costituito dai fornitori catanesi, tra cui gli indagati dell’operazione “Safe Zone 2”, in grado di assicurare, a loro volta, i rifornimenti di droga verso gli spacciatori al minuto, direttamente sui luoghi di spaccio, in modo da consentire costante operatività all’illecita attività. Alla fine sono state complessivamente disposte quarantasei ordinanze e sequestrati, frazionati in dosi, alcuni chilogrammi di stupefacente tipo cocaina, crack, marijuana ed hashish.

 

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