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Chiesa

Catania, ordinati quattro nuovi diaconi da Mons. Renna

Si tratta Girolamo Angelo Butera, Roberto Pappalardo, Luca Papalino e Vittorio Fallica

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Quattro nuovi diaconi sono stati ordinati ieri nell’arcidiocesi, nella Basilica Cattedrale di Catania. Il 25 marzo la Chiesa cattolica celebra la Solennità dell’Annunciazione del Signore, festa che ricorda l’annuncio del concepimento verginale di Gesù fatto dall’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, segnando l’Incarnazione del Verbo. «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». Con queste parole la Madonna rispose all’annuncio dell’arcangelo Gabriele con umiltà e piena adesione alla volontà divina, pronunciando il suo “fiat”.

Anche i quattro nuovi diaconi hanno detto il loro “sì”, il loro “lo voglio”, al vescovo Luigi Renna e alla comunità: Girolamo Angelo Butera, della comunità parrocchiale Sant’Antonio di Padova di Gravina di Catania; Roberto Pappalardo, della comunità parrocchiale Santa Maria dell’Idria di Viagrande; Luca Papalino, della comunità parrocchiale San Luigi Gonzaga di Catania; e Vittorio Fallica, originario di Paternò della comunità parrocchiale Sacra Famiglia di Catania. Hanno pronunciato un “sì” generoso per seguire Cristo nel servizio dell’altare, nell’annuncio del Vangelo e nell’esercizio della carità, sull’esempio dei grandi diaconi Stefano e Lorenzo e del sacrificio dei santi martiri, come Sant’Agata.

Particolare è la vocazione di Vittorio Fallica, sostenuta dalla madre Giuseppa Marano: unico celibe tra i quattro ordinati, è stato accolto due anni fa dalla comunità della Sacra Famiglia di Catania. Fondamentale, per la sua formazione pastorale, è stata però la parrocchia Cristo Re di Paternò, che lo ha accompagnato con affetto. Qui ha svolto il suo servizio nel doposcuola parrocchiale, presso il centro Caritas “Lizzio”, uno spazio educativo pensato per i ragazzi che, oltre al sostegno scolastico, mira a non gravare sulle famiglie.

Un ruolo essenziale nell’educazione dei giovani è da sempre svolto dall’oratorio, oggi però segnato da una certa disaffezione verso i luoghi religiosi. A Cristo Re fu padre Giovanni Parisi un pioniere dell’oratorio, capace di formare generazioni di giovani, molti dei quali sono poi diventati affermati professionisti della comunità paternese.

Forte il richiamo del vescovo nella sua omelia: «Oggi consegnate le vostre mani al Signore. Come Maria, siete ordinati per essere servi, diaconi. Il vostro è un servizio al Signore, al quale avete donato la vostra fedeltà, nella comunione di intenti, anche con le vostre mogli, se siete sposati».

L’ordinazione va quindi accolta come un dono fatto alla coppia, per il servizio a Dio, e come un arricchimento nella costruzione della comunione familiare.

«Non perdete mai di vista, in tutto ciò che fate, che non siete inviati soltanto da una parrocchia o da una diocesi: fate parte di un progetto più grande, il Regno di Dio. Anche voi, Luca, Roberto, Girolamo e Vittorio, sarete chiamati a molti servizi nella liturgia, ma ricordate sempre l’attenzione ai poveri: non solo alle vedove di Gerusalemme, ma alle tante povertà della nostra Catania e del mondo. Oggi la Chiesa di Catania si sente riempita dall’“eccomi” del Figlio di Dio che ancora si offre per noi. La comunità è arricchita anche dal vostro “eccomi”: possa sempre gioire del vostro “sì”. Buon cammino».

Un “sì” pronunciato alla presenza di numerosi presbiteri della diocesi e di una comunità ampia e partecipe, con tanti parenti e amici. Una celebrazione eucaristica intensa, animata dal “Ufficio liturgico – Musica Sacra dell’Arcidiocesi di Catania diretta da padre Francesco Abate, all’organo il maestro Leone Cartalemi.

 

 

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