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Cronaca

Catania, Porto Rossi, sequestrate aree interessate dalla presenza di rifiuti

Durante i lavori per il ripristino e la messa in sicurezza dell’infrastruttura portuale, la movimentazione di terra e massi ha fatto emergere ingenti quantitativi di materiali classificabili come rifiuti tra cui frammenti di ceramica e laterizi, materiale ferroso e plastico

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La Procura di Catania ha demandato a militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania nell’ambito di un procedimento penale, in atto a carico di ignoti.

Il sequestro costituisce l’ultimo sviluppo di una più ampia e articolata attività di vigilanza e tutela ambientale svolta  dalla Capitaneria di Porto di Catania, congiuntamente  ad ARPA  Sicilia, Genio Civile di Catania e competenti strutture della Regione Siciliana, in correlazione ai gravi danni provocati dal ciclone “Harry” al Porto Rossi e al fine di prevenire la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente marino.

Proprio durante i lavori, iniziati  nel mese di giugno, di somma urgenza per il ripristino e la messa in sicurezza dell’infrastruttura portuale, la movimentazione di terra e massi ha fatto emergere ingenti quantitativi di materiali classificabili come rifiuti, quali sfabbricidi e scarti di natura edilizia, tra cui frammenti di ceramica e laterizi, materiale ferroso e plastico. La situazione è stata immediatamente documentata dal personale della Capitaneria di Porto, che ha avviato gli ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria e acquisito la relativa documentazione tecnica, anche con il coinvolgimento del Genio Civile di Catania e di ARPA Sicilia. Gli approfondimenti successivamente condotti hanno consentito di stimare in oltre 3.000 tonnellate il quantitativo di terre e sfabbricidi interessato dalle operazioni di rimozione e smaltimento.

Nell’ambito delle attività ambientali è stata inoltre prevista la separazione dei massi lapidei destinati al ripristino dell’opera di protezione dalla frazione costituita da sfabbricidi, da gestire secondo la disciplina in materia di rifiuti. Una volta riferite alla Procura le risultanze degli accertamenti, si è  ritenuto di poter qualifcare l’intera area come una vera e propria discarica di materiale edilizio di risulta e sulla scorta di tali elementi , di poter richiedere al G.I.P. del Tribunale di Catania, il sequestro preventivo delle aree interessate dalla presenza dei rifiuti, sul presupposto della sussistenza del reato di discarica abusive e con la finalità di impedire che il medesimo materiale di risulta fosse reimpiegato come substrato della diga foranea. Nel corso delle operazioni di esecuzione sono state individuate e delimitate le zone nelle quali risultano tuttora presenti sfabbricidi e altre tipologie di rifiuti , affidando l’area  al custode giudiziario  senza alcuna preclusione dei lavori volti al recupero delle imbarcazioni che si trovano all’interno del bacino portuale .

 

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