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Cronaca

Catania, Festa di Sant’Agata, la musica rende omaggio alla Martire

Intanto assegnato il premio “Candelora d’Oro” al sovrintendente del Teatro Massimo Bellini a Giovanni Cultrera di Montesano, mentre altri tre riconoscimenti sono andati a Mons. Giovanni Lanzafame, a Cristian Marzullo, imprenditore catanese, e al duo cabarettistico Cristiano Distefano e Carmelo Caccamo

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Nella foto da sx Antonio Macri, il maestro Saro Chiara e il maestro Alfredo Borzi

Con il primo febbraio si innalza anche l’adrenalina dei catanesi. Quella di ieri è stata una giornata di grande richiamo, che ha rinnovato i giorni di gaudio dedicati alla Santa Vergine e Martire Agata.

Quest’anno, in occasione dei 900 anni della traslazione del corpo, la Chiesa etnea vive un Anno Giubilare che coinvolge l’intera diocesi. Un anniversario importante, accompagnato da numerosi appuntamenti di forte richiamo folkloristico, artistico e musicale: un vero purpurì che rafforza la candidatura di Catania a Città della Cultura. Un connubio tutt’altro che casuale, perché a Catania tutto parla di Sant’Agata e del suo Vincenzo Bellini.

Il mese di febbraio si è aperto con una domenica, giornata di riposo che ha certamente favorito il grande afflusso in piazza Duomo per l’omaggio alla Santa. E neppure lo spauracchio del maltempo – tra pioggia e vento – è riuscito a fermare i devoti.

Dopo l’annuncio dei giorni scorsi, ieri si è svolta la cerimonia di consegna del premio “Candelora d’Oro”. Alla sua 29ª edizione, il riconoscimento è stato assegnato al sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Giovanni Cultrera di Montesano, per i sette anni di proficuo lavoro alla guida dell’ente lirico. La consegna è avvenuta nel cuore della città, nel Salone Bellini di Palazzo degli Elefanti, per mano del sindaco Enrico Trantino, alla presenza dell’arcivescovo Luigi Renna.

È bastato poco, giusto il tempo di cambiare luogo, per ritrovarsi nel mitico teatro intitolato al Cigno di Catania, davanti a un pubblico numeroso, per il concerto sinfonico-corale in onore di Sant’Agata. Nell’intermezzo, la consegna del premio “Luigi Maina”, promosso e organizzato dalla Fondazione Sant’Agathae.

A moderare la premiazione, Ruggero Sardo.

Quest’anno la tavoletta in argento con l’epigrafe “Mentem sanctam spontaneam, honorem Deo et patriae liberationem”, simile a quella custodita nella mano sinistra del Sacro Busto Reliquiario della Patrona di Catania, è stata assegnata al questore di Catania Giuseppe Bellassai: un riconoscimento che rende omaggio, senza dubbio, alle donne e agli uomini della Polizia di Stato.

Altri tre riconoscimenti sono stati conferiti dalla Fondazione a mons. Giovanni Lanzafame, a Cristian Marzullo, imprenditore catanese, e al duo cabarettistico composto da Cristiano Distefano e Carmelo Caccamo. A sorpresa, con grande leggerezza di spirito, il mitico Carmelo, collezionista di immaginette sacre, ha consegnato al presidente Rosario Scandurra un omaggio ricevuto anni addietro direttamente dalle mani del commendatore Luigi Maina: una figurina storica degli anni Trenta con l’effigie di Sant’Agata. Un gesto semplice e insieme fortemente simbolico.

Grande l’attesa per il concerto augurale che anticipa la festa liturgica: musica, canti, immagini, fuochi pirotecnici e fede. Come ogni anno, nei primi giorni di febbraio, Sant’Agata richiama fedeli e turisti da tutto il mondo: una vera “Festa ranni”, una celebrazione unica che “s’arricria e arricria”, come scrive Lina Maria Ugolini.

Un concerto di altissimo livello, con la direzione dell’orchestra affidata a Giulio Prandi, il soprano Francesca Tiburzi, il mezzosoprano Alessandra Della Croce e il maestro del coro Luigi Petrozziello.

Di rilievo anche i compositori dei primi brani in programma, due dei quali commissionati dall’Ente Lirico Etneo. In prima esecuzione “Festa Ranni” di Luciano Maria Serra, su testo di Lina Maria Ugolini, e “Le ragioni degli angeli” di Emanuele Casale. Novità assoluta “Aurora, Martirio e Gloria di Sant’Agata” di Antonio Macrì, che ha ricevuto l’apprezzamento del suo maestro di violino Rosario Chiara, già primo violino del Teatro Bellini, presente in sala. Macrì ha composto la musica su una poesia dedicata alla Santuzza da Giovanni Castorina: l’aurora, con il soave risveglio della città e l’aria di festa; il martirio, affidato alla voce del soprano; la gloria, elevata nei cieli.

Una serata intensa, carica di musica e di profondi richiami alla meditazione, con il dialogo tra orchestra e coro a simboleggiare la folla dei fedeli e il grido corale della preghiera: “Aituzza! Aituzza!”. Appuntyamento a questa sera per la festa delle Candelore, con un’altra serata di musica che apre ufficialmente il sipario sui giorni più attesi, dalla “A sira do tri” fino al bagno di folla del 4 e 5 febbraio.

 

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