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Cronaca

Deposito di auto rubate ritrovato dai carabinieri nelle campagne del paternese

Nove i mezzi scoperti all’interno di un capannone abbandonato, di contrada Baè. Indagano i militari dell’Arma di Paternò.

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Si spera possa essere l’inizio di un’attività di indagine più ampia che possa portare a svelare il gruppo a capo della gestione dei furti d’auto nel catanese, mettendo fine a quello che, ad oggi, resta un vero e proprio salasso per quanti, malauguratamente, diventano vittime.

I Carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Paternò hanno trovato un deposito di auto rubate, nella campagne di contrada Baè, nel paternese.

Nove i mezzi parcheggiati all’interno di un capannone abbandonato, con le auto, com’è stato accertato, rubate tra i territori di Catania, Caltagirone, Ramacca e Modica (nel ragusano).

In dettaglio, sono state trovate: tre Fiat 500, una Fiat Panda, due Alfa Romeo Giulietta, una Alfa Romeo Vito, una Ford Ka ed una Fiat Punto. Tutte le auto sono state restituite ai legittimi proprietari.

Come detto, si spera che questa possa essere solo una prima operazione di molte altre da portare a termine sul territorio del comprensorio, visto il numero crescente di furti di autovetture, registratosi negli ultimi mesi, soprattutto tra i Comuni di Paternò e Belpasso (in quest’ultimo caso i ladri agiscono soprattutto all’interno del centro commerciale di Etnapolis).

Secondo i carabinieri quanto ritrovato in contrada Baè è un deposito di stoccaggio delle auto rubate, in attesa di poter applicare il cosiddetto “cavallo di ritorno”, in pratica al proprietario dell’auto rubata gli viene chiesta una somma di denaro per poter riavere indietro la vettura.

Nessuna traccia, però, dei ladri che restano al momento liberi.

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Cronaca

Belpasso: Rapina a gioielleria, colpo andato a segno e malviventi in fuga

Nel mirino dei malviventi una gioielleria presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

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Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle ore 18:00, si è consumata, a Belpasso, una rapina a mano armata, in via Vittorio Emanuele III. Nel mirino dei malviventi una gioielleria, presa d’assalto da tre soggetti armati e con il volto coperto.

Secondo le prime ricostruzioni, i tre uomini hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio commerciale, armati, seminando il panico. Durante l’azione si sarebbe verificata una colluttazione tra i rapinatori e il gioielliere, che avrebbe tentato di opporsi alle mire dei balordi. Nonostante la resistenza del commerciante, i malviventi sono riusciti a portare a termine la rapina, dileguandosi rapidamente. Ancora da quantificare l’ammontare del bottino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò  e i militari del locale comando stazione , che hanno immediatamente avviato le indagini. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti all’interno e nei pressi della gioielleria, che potrebbero fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

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Cronaca

Adrano, due uomini in manette, trovate marijuana e tartarughe di specie protetta

Ad agire i poliziotti del locale commissariato

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Si aggirava in modo sospetto tra le vie del centro storico di Adrano. Il suo atteggiamento non è passato inosservato agli agenti della Polizia di Stato impegnati nel controllo del territorio. L’uomo, un adranita di 33 anni è stato raggiunto, identificato e sottoposto a perquisizione che ha consentito di trovare, negli slip, una bustina in plastica con 1,3 grammi di marijuana.

Intuendo che l’uomo potesse avere altra sostanza stupefacente, i poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Adrano hanno ritenuto opportuno estendere gli accertamenti all’abitazione in uso al 33enne.

In casa è stata trovata una busta con all’interno 23 grammi di marijuana ripartiti in 21 dosi già confezionate e pronte per essere spacciate. In un’ulteriore busta sono state rinvenute infiorescenze non ancora suddivise in dosi, per un peso complessivo di 180 grammi.

La droga trovata è stata posta sotto sequestro, insieme al materiale utile per il confezionamento, a bilancini di precisione e denaro contante in banconote di diverso taglio.

Dalle verifiche eseguite sul posto, i poliziotti del locale commissariato hanno intuito che l’abitazione fosse in uso anche ad un giovane adranita di 22 anni al momento non presente sul posto.

Invitato a presentarsi, il 22enne si è assunto ogni responsabilità sulla presenza della marijuana nell’abitazione, ammettendo che la droga trovata gli apparteneva. I due adraniti sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Dopo la convalida del fermo il GIP ha disposto per il 22enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Adrano, con obbligo di presentazione tre volte a settimana presso un ufficio di polizia, mentre il 33enne è stato rimesso in libertà.

Durante la perquisizione nella casa, oltre alla droga, i poliziotti si sono imbattuti in due tartarughe rientranti tra le specie protette, le quali sono state sequestrate in quanto non regolarmente denunciate dal 22enne e successivamente sono state affidate al Corpo Forestale Regionale per il collocamento in un centro di recupero faunistico di Messina. Il giovane, quindi, è stato denunciato, in stato di libertà, per detenzione di esemplari animali appartenenti a specie protetta.

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