Momenti di apprensione nella notte al Rifugio Sapienza, la storica struttura ricettiva che sorge a quota 1910 metri sul versante sud dell’Etna, accanto alla stazione della funivia, nel territorio comunale di Nicolosi. Quattro ospiti dell’albergo-ristorante sarebbero stati colti da malore e trasportati in ospedale dopo aver accusato i sintomi tipici di un’intossicazione da monossido di carbonio, un gas inodore e incolore che, se inalato in concentrazioni elevate, può provocare danni gravi e persino letali. Secondo quanto ricostruito finora, l’allarme sarebbe scattato quando alcuni clienti della struttura hanno iniziato ad accusare malessere. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che avrebbero prestato le prime cure sul posto prima di disporre il trasferimento dei quattro intossicati verso le strutture ospedaliere catanesi, tra il San Marco e il Cannizzaro di Catania. In via precauzionale, la struttura sarebbe stata sgomberata: secondo alcune ricostruzioni, l’evacuazione avrebbe interessato in tutto 33 ospiti presenti al momento dei fatti. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Stazione di Ragalna, insieme ai Vigili del Fuoco di Adrano, incaricati di effettuare i controlli tecnici necessari per individuare l’origine della fuga di gas e mettere in sicurezza gli ambienti.
Il quadro assume contorni più delicati alla luce di quanto emerso nelle ultime ore. Secondo quanto riportato dal Tgr Sicilia, nei giorni precedenti, altri ospiti della struttura avrebbero lamentato malori dai sintomi analoghi e uno di essi sarebbe stato in seguito trovato privo di vita nella propria camera. Al momento non è possibile stabilire con certezza se esista un collegamento tra i diversi episodi ma saranno gli accertamenti in corso, condotti dalle autorità competenti, a chiarire le cause esatte di quanto accaduto e a fare luce sull’eventuale correlazione con il decesso registrato nei giorni scorsi. La vicenda riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza degli impianti di riscaldamento e produzione di calore nelle strutture ricettive di montagna, spesso soggette a un uso intenso durante la stagione fredda. Il monossido di carbonio, prodotto dalla combustione incompleta di sostanze come gas, legna o carbone, non ha odore né colore ed è per questo definito un “killer silenzioso”: la sua presenza può essere rilevata solo tramite appositi sensori.