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Cronaca

Etna, protezione civile, Cocina sulla colata lavica: “Non ci sono rischi per i centri abitati e infrastrutture”

Per Cocina ci sono “significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della strada provinciale Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati”

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FOTO PAGINA SOCIAL "INGVULCANI"

“L’estensione massima della colata presente nella desertica Valle del Bove dell’Etna è attualmente stimata in circa 2,8 chilometri e la distanza del fronte lavico dal centro abitato più vicino, Fornazzo, è di circa 5 chilometri”. A dirlo è il capo del dipartimento regionale della Protezione civile della Sicilia, Salvo Cocina, sottolineando che  “alla luce delle attuali condizioni morfologiche dell’area, caratterizzata da bassa pendenza, non si rilevano al momento rischi di impatti diretti sui centri abitati né sulle infrastrutture”.

Per Cocina ci sono, invece, “significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della strada provinciale Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati che tentino di avvicinarsi al fronte lavico”. Per questo, il Comune di Milo, sentito il capo dipartimento della Protezione civile regionale, ha adottato un’ordinanza di regolamentazione e di interdizione dell’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della Sp Mareneve.

L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a 10 persone, dotati di idonea attrezzatura tecnica e di sistemi di comunicazione radio.  Inoltre considerato che un ulteriore flusso di visitatori si sta sviluppando dall’area del Rifugio Citelli, caratterizzata da condizioni morfologiche più accidentate e potenzialmente pericolose, il sindaco di Sant’Alfio è stato invitato all’adozione di una idonea ordinanza di limitazione degli accessi. Analogo invito è stato rivolto al sindaco di Zafferana Etnea, comune in cui ricade la Valle del Bove.

La situazione è oggetto di monitoraggio costante da parte delle strutture scientifiche e del sistema di protezione civile. Cocina ha inoltre convocato un tavolo tecnico in videoconferenza con tutti gli enti competenti per “la valutazione dell’efficacia delle misure adottate e di quelle eventualmente da adottare, in relazione all’evoluzione del fenomeno”.

 

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