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Etna, riunione nella sede del Parco, un confronto per parlare della fruizione del vulcano

Per la prima volta si sono ritrovate allo stesso tavolo guide, associazioni escursionistiche, ambientaliste e di volontariato che vivono e lavorano quotidianamente sul “Mongibello”

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Riunione presso l’Ente Parco dell’Etna delle associazioni di guide ambientali escursionistiche/naturalistiche e di volontariato che operano sull’Etna e sui Crateri Silvestri. L’incontro ha avuto l’obiettivo di aprire un confronto sul presente e sul futuro della fruizione del vulcano. All’incontro hanno partecipato il presidente dell’Ente Parco Massimiliano Giammusso, Davide Biondi, proprietario di parte dei Crateri Silvestri, e i rappresentanti delle associazioni AIGAE, AssoGuide, FederEscursionismo, LAGAP, Associazione Regionale Guide Turistiche, CAI Sicilia, Legambiente Circolo Etneo, Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche e CAI Regionale.

Per la prima volta si sono ritrovate allo stesso tavolo guide, associazioni escursionistiche, ambientaliste e di volontariato che vivono e lavorano quotidianamente sul vulcano. Da tutti gli interventi è emersa una convinzione condivisa: l’Etna è di tutti e, proprio per questo, ha bisogno di regole chiare, di una gestione autorevole e di un dialogo costante con chi opera quotidianamente sul territorio. Nel suo intervento, Davide Biondi, proprietario di due particelle in area Silvestri Superiori, ha richiamato “il valore dell’Etna come bene collettivo, sottolineando il ruolo dell’Ente Parco come riferimento istituzionale per il territorio e ribadendo il proprio legame di rispetto e amore per il vulcano” si legge in una nota stampa. Il Presidente dell’Ente Parco dell’Etna ha espresso la volontà di “avviare un confronto ciclico e strutturato con guide e associazioni, riconoscendo la necessità di un migliore coordinamento, soprattutto nelle fasi di attività vulcanica. È stato ribadito che l’Ente Parco non svolge funzioni di Protezione Civile e che la fruizione del vulcano deve avvenire in un quadro ordinario, regolato e responsabile.”

Sono stati affrontati temi complessi: dalla gestione delle colate laviche alle difformità presenti in area craterica, dal rapporto tra interesse pubblico e proprietà privata alla necessità di strumenti giuridici adeguati. È stata inoltre confermata l’importanza del rinnovo della convenzione con il CAI per la manutenzione della sentieristica. È stata ribadita la contrarietà alle attività motorizzate e la necessità che l’ingresso nel Parco torni a essere percepito come tale. Da qui la richiesta di aggiornare il Regolamento Escursioni del 2003 e di avviare un tavolo di confronto operativo.

FEDERESCURSIONISMO ha sottolineato “il valore storico di questo momento, evidenziando l’importanza di una comunicazione corretta sugli eventi vulcanici: scientifica, tempestiva e priva di allarmismi. È stata ribadita la disponibilità delle associazioni a svolgere un ruolo attivo sul campo, anche in termini di monitoraggio e autocontrollo”.  Le Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE) hanno parlato con chiarezza: d”ietro ogni guida ci sono famiglie, lavoro e responsabilità. L’assenza di un piano chiaro di fruizione ha già prodotto rinunce, cancellazioni e incertezza. Le guide operano quotidianamente sul territorio, svolgendo un ruolo di presidio e di sentinella dell’Etna, e chiedono un coinvolgimento reale e non solo formale”.

AssoGuide è un’associazione rappresentata da guide ambientali escursionistiche, accompagnatori turistici e guide turistiche e condivide le idee e le proposte espresse precedentemente dai colleghi, ritenendo importante questo momento di unità tra le diverse realtà. È stato ribadito il valore dell’educazione ambientale e della sensibilizzazione al senso civico.  Legambiente ha posto l’accento sulla necessità che il Parco torni ad avere un ruolo centrale e riconoscibile nella gestione del territorio: regole uguali per tutti, nessun privilegio, contrasto alle attività illegali come i quad e alle micro discariche, e una sinergia efficace tra Parco, Corpo Forestale e Comuni.

“La fruizione nei siti vulnerabili quali i Crateri Silvestri ed altri ed oggetto di overtourism va necessariamente regolamentata ed autorizzata così come previsto dalle norme che il Parco si è dato con il Piano territoriale ed il Piano Gestione sito Unesco” si legge nella nota.  L’accessibilità e la fruizione di tali siti “dipendono dagli obiettivi di tutela quali la protezione delle peculiarità vulcanologiche di alta rilevanza; pertanto in data odierna con una formale richiesta Legambiente insieme ad altre associazioni chiedono al Parco di garantire una corretta e rispettosa fruizione pubblica di tali siti”. LAGAP ha portato un contributo importante sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione, ricordando che l’Etna può e deve essere anche luogo di cura, terapia e accoglienza per soggetti fragili, attraverso progetti concreti e già attivi.

Il presidente del Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche ha ribadito la disponibilità al confronto e alla collaborazione, per una fruizione regolamentata e sicura del vulcano Etna, nel rispetto delle competenze e delle normative vigenti. Lo stesso ha presentato alcune proposte per una fruizione libera ed una guidata, laddove sussista il rischio vulcanico, riserva delle professioni di Guida Alpina e Vulcanologica. Da questo incontro emerge una richiesta chiara e condivisa: aprire una fase nuova, fondata su confronto continuo, regole certe, responsabilità condivise e rispetto reciproco”.

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