“L’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia, in rappresentanza dell’intera avvocatura regionale, ritiene doveroso richiamare l’attenzione sulla ormai intollerabile situazione di carenza cronica di magistrati nei tribunali siciliani. Da anni gli Uffici Giudiziari dell’Isola operano in condizioni di persistente insufficienza di organico, insufficienza aggravata, oltreché dai pensionamenti, dai trasferimenti ordinariamente disposti in assenza della contemporanea copertura dei posti che si liberano e/o di quelli che erano già vacanti”.
A lanciare l’allarme è il presidente dell’Unione Rosario Pizzino.
“Non si tratta più di un’emergenza passeggera ma di una criticità ormai strutturale, con effetti dirompenti sull’organizzazione degli Uffici Giudiziari e sul regolare andamento delle attività. Tale situazione genera tempi di definizione dei procedimenti sempre più lunghi, rinvii continui, scoperture nelle sezioni penali e civili, rotazioni forzate dei magistrati per coprire uffici vacanti, oltre che un carico di lavoro ormai difficilmente sostenibile per coloro che rimangono in servizio”, aggiunge Pizzino
. “In Sicilia registriamo una situazione di maggiore criticità nei fori di Messina, Palermo in cui si segnala la carenza di ben 14 magistrati su 71 e di 78 Giudici di Pace su un organico di 99 ed ancora Agrigento e Caltagirone. Emblematica in proposito è la situazione del Tribunale di Caltagirone, dove degli 11 giudici togati previsti in pianta organica, stante le assenze per gravidanza e/o maternità e i trasferimenti già disposti, si registra una scopertura del 81%, con 2 magistrati su 5 assegnati al settore civile ed 1 su 6 al penale. Dati sovrapponibili anche presso la Procura della Repubblica, dove vi sono solo 2 togati rispetto ai 5 previsti”, afferma il segretario dell’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia Giuseppe Di Stefano.
“Ad essere colpiti non sono, soltanto, la funzionalità interna del sistema ed i ritardi rispetto agli obblighi scaturenti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma i diritti dei cittadini vieppiù disattesi da una giustizia sempre meno tempestiva e, quindi, sempre meno effettiva. Ogni ritardo, ogni udienza rinviata, ogni fascicolo che resta in attesa per mesi od anni, rappresenta un vulnus alla tutela dei diritti fondamentali e si ripercuote, non solo, sulle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari ma, in senso più ampio, sulle imprese, sugli enti pubblici, sull’intera società civile, sino al punto da vedere fortemente indebolita la fiducia nel ruolo che assume lo Stato nel delicato settore della Giustizia. Per non sottacere come il malfunzionamento della Giustizia incida direttamente sul tessuto economico, influenzando gli investimenti, la certezza dei rapporti giuridici, la tutela dei diritti e la stessa percezione di legalità nel territorio”, aggiunge Di Stefano.
“L’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia chiede un immediato intervento del Ministero della Giustizia per accelerare le assegnazioni e la copertura dei posti vacanti negli organici degli uffici giudiziari dell’isola e una revisione delle piante organiche, che tenga conto delle attuali e reali esigenze degli uffici giudiziari siciliani e del numero effettivo di procedimenti trattati in ciascuno di essi”, spiega il presidente Pizzino.
“Servono misure strutturali, e non emergenziali, capaci di garantire continuità e stabilità nell’assegnazione dei magistrati alle sedi giudiziarie. Auspichiamo un confronto istituzionale permanente, nei quattro distretti isolani che coinvolga l’avvocatura e la magistratura affinché si realizzi una strategia condivisa e duratura”, conclude il presidente dell’Unione.