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Sanità

Mesotelioma pleurico, il caso Biancavilla a “Medicina 33” di Rai 2

Giuseppe Lo Russo (Istituto Nazionale Tumori): «Incidenza 5-6 volte superiore alla media nazionale»

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Nella puntata di oggi della rubrica “Medicina 33” di Rai 2, si è parlato di mesotelioma pleurico. Ospite in studio il dottor Giuseppe Lo Russo, specialista in oncologia toracica presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, che ha fatto il punto su cause, sintomi e prospettive di cura di una patologia ancora troppo poco conosciuta. A fare chiarezza innanzitutto sulla natura della malattia è stato lo stesso specialista: «Il mesotelioma pleurico non è un tumore ai polmoni ma un tumore che riguarda la pleura. L’amianto è la principale causa del mesotelioma pleurico; esistono altri minerali amiantosimili che possono causare il mesotelioma come la Fluoro-edenite, largamente usato nell’edilizia, soprattutto in Sicilia a Biancavilla, dove si è registrata un’incidenza 5-6 volte superiore rispetto alla media nazionale».

Il comune etneo, infatti, è diventato nel tempo un caso simbolo a livello nazionale, tristemente noto per l’altissima concentrazione di fluoro-edenite — una fibra naturale con caratteristiche simili all’amianto — presente nelle rocce vulcaniche locali, ampiamente utilizzate per decenni come materiale da costruzione estratto dal Monte Calvario. La città, ricordiamo, è stata inserita nel 2001 nell’elenco dei Sin-Siti di interesse nazionale, “meritevole quindi di sostegno da parte dei governi nazionali e regionali, in termini di prevenzione, assistenza sanitaria e monitoraggio epidemiologico”.

Dal riconoscimento come Sito di Interesse Nazionale, comunque, c’è voluto un ventennio prima di poter arrivare alle prime azioni di bonifica. Oggi l’obiettivo dell’amministrazione locale è quello di trasformare Monte Calvario in un parco urbano. Ma questo è solo un primo passo. Infatti, alla bonifica della cava (25 ettari) andrebbe affrontata anche la bonifica di 305 ettari del centro urbano, con oltre 4000 abitazioni private realizzate con materiali tossici estratti dalla cava. Sul piano scientifico, a seguito di analisi portate avanti dall’ARPA Sicilia dal 2009 al 2025, emerge un progressivo e significativo decremento delle concentrazioni di fibre aerodisperse nel tempo, confermando l’efficacia degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza realizzati.

Ritornando all’aspetto medico su cui è stata incentrata parte della trasmissione, tra gli aspetti più insidiosi del mesotelioma pleurico c’è la lunghissima latenza della malattia. Dall’esposizione alla comparsa dei primi sintomi possono trascorrere anche 25 anni, e fino a 40 in alcuni casi. Gli studi hanno inoltre accertato che la predisposizione allo sviluppo del mesotelioma può avere una componente genetica, che a fronte di un’esposizione anche breve, può favorire l’insorgere della malattia anche in pazienti giovani. Sul fronte della prevenzione primaria, durante la trasmissione, è stata sottolineata l’importanza dell’eliminazione di ogni fonte di esposizione all’amianto. I manufatti contenenti amianto, spesso lasciati alle intemperie, continuano a rappresentare un rischio concreto che necessitano di essere bonificati esclusivamente da aziende specializzate nel settore, senza improvvisare interventi fai-da-te.

«Una patologia subdola che presenta dei sintomi che spesso insorgono quando la patologia è già nello stadio avanzato» ha spiegato il medico. «Tra questi, il principale è rappresentato dalla dispnea, difficoltà a respirare, dovuta al versamento. Esiste anche la tosse e il dolore nella fase più avanzata della malattia». Dal punto di vista epidemiologico, il mesotelioma pleurico, seppur classificato come tumore raro, registra oggi tra i 1.500 e i 1.800 nuovi casi l’anno in Italia, con una fascia d’età prevalente compresa tra i 65 e i 75 anni. Nonostante la complessità della patologia, comunque, negli ultimi anni si sono registrati significativi progressi terapeutici. Tra i più rilevanti c’è l’avvento dell’immunoterapia, oggi considerata la cura standard per alcuni tipi di mesotelioma. La speranza di tutti rimane comunque nella ricerca, che è in continuo fermento attraverso la sperimentazione di nuovi farmaci che puntano a offrire risposte sempre più efficaci e speranze di vita migliori.

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