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Cronaca

Paternò, Barbagallo (PD), interrogazione al governo sul reintegro in ospedale del medico indagato

“E’ grave che un medico, indagato per violenza sessuale e peculato, sia tornato proprio nel reparto in cui sarebbero stati commessi i reati contestati” afferma Barbagallo

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“E’ molto grave che un medico, indagato per violenza sessuale e peculato già direttore sanitario dell’Asp di Catania, sia tornato al suo posto all’ospedale di Paternò, proprio nel reparto in cui sarebbero stati commessi i reati contestati. Il medico infatti avrebbe ripreso servizio in questi giorni dopo che sono scaduti i termini della sospensione di 12 mesi. Riteniamo che, al netto delle questioni giudiziarie e penali, ci siano motivi di opportunità, anche nei confronti delle presunte vittime, che non sono stati presi nella giusta considerazione, anzi sono stati totalmente ignorate dall’Asp e dalla Regione, che ancora una volta brilla per l’assoluta inadeguatezza nella gestione della sanità siciliana”.

Così Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e deputato Dem alla Camera, a proposito del “caso”- rilanciato da una inchiesta del giornalista Antonio Condorelli – relativo al dottor Giuseppe Reina, che ha ripreso servizio all’ospedale di Paternò e su cui Barbagallo ha depositato una interrogazione urgente rivolta ai ministri della Salute e della Giustizia.

Reina era rientrato in servizio all’ospedale Santissimo Salvatore solo da qualche giorno. Il medico era stato raggiunto circa un anno fa da un provvedimento interdittivo dall’esercizio della professione, emesso dal GIP di Catania su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine per presunte molestie sessuali che si sarebbero verificate durante turni e visite in ospedale.

Secondo quanto contestato all’epoca, i fatti sarebbero emersi a seguito di denunce presentate da personale in servizio e l’attività investigativa era stata condotta dalla Polizia di Stato di Catania. Con la scadenza della misura cautelare interdittiva della durata di 12 mesi, il professionista ha potuto fare rientro in reparto. Non esisterebbe, in sostanza, alcuna incompatibilità ambientale sul reintegro del dottor Reina nello stesso reparto dove si sarebbe consumata la violenza sessuale, in quanto la dottoresse che hanno denunciato la presunta violenza, sono in servizio presso altre strutture sanitarie.

Sul piano giudiziario, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Reina e l’udienza preliminare riprenderà il prossimo 8 ottobre.

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