Connect with us

Cronaca

Paternò, cinque arresti, una vendetta per il ferimento del figlio di un affiliato del clan “Assinnata”

Ad indagare i carabinieri della locale compagnia e quelli del nucleo operativo del comando provinciale

Pubblicato

il

E’ scattata all’alba di oggi a Paternò l’operazione che ha portato all’arresto di 5 persone accusate di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Arresti legati ad un tentato omicidio, commesso lo scorso primo ottobre, ai danni di un uomo di Paternò. Ad eseguire gli arresti oltre 50 carabinieri del comando provinciale di Catania, con il supporto dei reparti specializzati dell’Arma, tra i quali lo squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e il dodicesimo nucleo Elicotteri.

L’attività investigativa è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Paternò e da quelli del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania.  Il tentato omicidio sarebbe una vendetta legata al ferimento per futili motivi di un giovane del posto, avvenuto il 30 agosto, figlio di uno dei cinque destinatari del provvedimento del gip ed elemento di spicco di uno dei clan operanti nel territorio paternese. Per il ferimento di fine agosto era stato arrestato dai carabinieri lo scorso 27 novembre Alberto Forte. Dalle indagini è emerso che la sparatoria dello scorso 30 agosto avrebbe determinato un’escalation di tensioni e propositi di ritorsione, anche in considerazione del fatto che il ferito è figlio di Andrea Giacoponello, ritenuto dalla procura esponente di spicco del clan Assinnata di Paternò, articolazione territoriale della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, nonché cognato del boss Salvatore Assinnata.

I carabinieri hanno accertato che lo scorso 1 ottobre un commando composto dai cinque indagati, capeggiati da Andrea Giacoponello, armati di pistola e mazza, ha fatto irruzione nell’officina del padre di Alberto Forte, ferendo la vittima designata  ad una mano, dopo che sono stati esplosi 3 colpi di pistola.

La vendetta, da quanto accertato dagli investigatori era fallita perché, nella ricostruzione fatta al telefono dallo stesso Alberto Forte con un familiare e intercettata dai carabinieri, la vittima  avrebbe reagito prontamente, sparando con una pistola contro i componenti del commando. La vittima non ha denunciato quanto gli era accaduto, ma si era recato all’ospedale Cannizzaro di Catania dicendo al personale medico di essersi ferito in un incidente stradale.

Dalle intercettazioni è emerso che nell’officina c’era un sistema di videosorveglianza grazie al quale i carabinieri, dopo la sua acquisizione, hanno ricostruito le fasi finali del tentato omicidio.

Inoltre gli elementi acquisiti hanno determinato, in capo agli indagati, anche la contestazione dell’aggravante mafioso, essendo l’episodio maturato nel contesto associativo del clan Assinnata ed essendo stato connotato da modalità organizzative ed esecutive univocamente permeate della metodologia mafiosa. In carcere sono finiti oltre ad Andrea Giacoponello, 53 anni, anche Giorgio Castorina, di 31, Vincenzo Di Mauro, di 42, Antonio Di Cavolo, di 42 e Giuseppe Romeo, di 45.

 

Articoli di tendenza

Testata giornalistica online Registrazione Tribunale di Catania al n. 2/2023 del 16/03/23 RG n.1487/2023
Proprietario/Editore: Associazione Aitna Press, via G.B. Nicolosi n.12 Paternò. Pec: aitnapress@pec.it - Direttore Responsabile: Dott. Luca Crispi tessera ODG n. 168347