Nasce da una sollecitazione dell’Arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, il percorso civico che la Chiesa di Paternò ha attivato per il futuro della città. Con “Assieme per Paternò”, il XII Vicariato promuove un lavoro comune di ascolto e di proposta concreta, a servizio del bene comune e di chiunque vorrà candidarsi ad amministrare la città: un cammino che nasce dalle parrocchie e si offre per una costruzione condivisa alla società civile.
“Assieme per Paternò” è stato presentato in occasione dell’assemblea pubblica di venerdì 25 settembre, nella Chiesa dello Spirito Santo. A guidarla, come atto conclusivo del proprio mandato, è stato il vicario foraneo uscente, padre Salvatore Alì, animatore dell’iter progettuale che ha portato alla definizione del lavoro, articolato su tre tavoli di ascolto: povertà educativa, sviluppo economico, rapporto tra identità e territorio. A prendere il testimone sarà il nuovo vicario foraneo, padre Salvatore Magrì, insieme al gruppo promotore.

L’appello per l’avvio del percorso era arrivato nel corso dell’omelia dello scorso dicembre per la festa di Santa Barbara, patrona della città: di fronte alla crisi seguita allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e all’arrivo dei commissari prefettizi, l’Arcivescovo aveva chiesto alla società civile ed ecclesiale di assumersi la responsabilità del futuro di Paternò, indicando un cammino di rinnovamento fondato su umiltà, fiducia e lungimiranza. “Assieme per Paternò”, in tal senso, segna così un rinnovato protagonismo pubblico dei gruppi cattolici della città, con l’ausilio e la collaborazione dell’Istituto di formazione all’impegno sociale e politico “Sant’Agata per Catania”, cui è affidata la regia dei tavoli di lavoro. Il riferimento è il “Cantiere per Catania”, impegnato – anche nel quartiere San Cristoforo – a elaborare proposte per la politica locale e per l’Amministrazione; a coordinare l’Istituto è Claudio Sammartino, alla guida dello stesso Cantiere. Costituiti tre tavoli di lavoro : Povertà educativa, famiglie e disagio giovanile, responsabili Rapisarda Nellina, Mauro Mangano; Territorio e Comunità, identità culturale, responsabile Prof. Carlo Colloca; Sviluppo e infrastrutture seguito da Prof. Alessio Biondo e Prof.ssa Rosaria Musumeci.
Le indicazioni dei tavoli confluiranno, prima dell’estate, in un documento di analisi e proposte, aprendo la strada a un osservatorio permanente. È l’orizzonte indicato dalla Settimana sociale dei cattolici “Al cuore della democrazia”: una partecipazione che non si esaurisce nel voto, ma vive nel coinvolgimento quotidiano orientato al bene comune e alla cura dei più fragili. In quest’ottica, la distanza dalle urne è una scelta consapevole finalizzata a utilizzare i tavoli di lavoro come spazi aperti a tutti e a sensibilità diverse: l’obiettivo è formarsi e offrire un contributo per rilanciare una città impoverita, segnata dall’emigrazione giovanile, dalla dispersione scolastica e dalla perdita di centralità nel comprensorio, dove alla povertà culturale si intreccia la questione della legalità.